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Certosa, contestazioni all’assemblea pubblica sull’esplosione di ponte Morandi. Bucci: “Pile 10 e 11 giù il 28 giugno” fotogallery

E' il primo dei due incontri con i cittadini organizzati

Genova. Contestazioni da parte di alcuni cittadini all’inizio dell’assemblea pubblica dalla struttura commissariale per presentare il progetto di esplosione del moncone est di ponte Morandi. Si è trattato del primo di due incontri organizzati a distanza di poche ore nel quartiere a nord e in quello a sud del cantiere del viadotto.

Nel chiostro di San Bartolomeo di Certosa alcune centinaia di persone hanno atteso di avere, dagli addetti ai lavori informazioni precise su quello che accadrà nel giorno – ancora da stabilirsi – in cui le pile 10 e 11 verranno fatte implodere con la dinamite.

Prima dell’inizio dell’assemblea un gruppo di commercianti di Certosa ha esposto uno striscione per lanciare l’allarme della categoria.

assemblee pubbliche esplosione ponte morandi

Anche un momento goliardico, al sindaco Marco Bucci è stato consegnato un pacco di cartone, con il logo di una nota azienda di e-commerce, con all’interno un finto detonatore. Il riferimento è all’attesa di un detonatore digitale dalla Spagna, uno dei motivi per cui l’esplosione non potrà avvenire, come previsto, il 24 giugno.

Dopo le contestazioni iniziali, l’assemblea è iniziata. Si sono alternati al microfono Luciano Grasso, coordinatore Osservatorio Ambiente della struttura commissariale, Sergio Gambino, consigliere delegato alla protezione civile, che ha fornito alcune indicazioni sulla gestione della popolazione evacuata, il comandante del Comando militare dell’Esercito “Liguria” Gianfranco Francescon e Massimo d’Angelo, super perito in tema di amianto chiamato come consulente dall’ati dei demolitori.

Quest’ultimo, come aveva già fatto durante una commissione consiliare a palazzo Tursi, ha spiegato quale metodologia è stata utilizzata per valutare il rischio di esposizione da amianto nel caso della demolizione di ponte Morandi e ha sottolineato come tutti gli studi siano stati portati avanti in maniera cautelativa. Ha chiarito che in base a quelle analisi sono state disposte le misure di gestione e mitigazione del rischio di dispersione di fibre.

Dopodiché ha preso parola il sindaco Marco Bucci. “In base agli ultimi sviluppi e al semaforo verde che ci è arrivato oggi dalla commissione esplosivi l’esplosione sarà il 28 giugno – ha detto il primo cittadino – tuttalpiù il giorno precedente, se sarà possibile, ma è importante agire al più presto”.

La notizia è stata accolta con alcuni fischi. I commercianti sono preoccupati per la chiusura in un giorno feriale mentre le famiglie fanno notare che non tutte le scuole sono chiuse. Ad esempio uno degli asili nido del quartiere avrebbe dovuto accogliere i bambini.

“Per i commercianti mi sono attivato con il governo per capire se sia possibile un rimborso per i mancati incassi, intanto per chi rientra nel raggio di 300 metri di spazio interdetto e magari anche per la fascia fino a 400 metri” ha affermato Bucci.

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Tra i temi sollevati e che ancora devono essere chiariti, quello dei trasporti – la metropolitana sarà aperta o chiusa? – e delle ripercussioni dell’esplosione sulle utenze gas, luce e acqua. Per il resto gran parte delle domande sono state legate alle preoccupazioni sui rischi legati alle polveri, in particolar modo da coloro che si trovano nella fascia tra i 300 e i 400 metri di raggio dal ponte. Per costoro – a quanto si è capito durante l’assemblea – non sarà obbligatorio ma consigliato chiudere le finestre. Non potranno però uscire di casa fino alle 15 perché le strade dovranno essere libere.