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Anziani, ecco il piano messo a punto da Alisa per difendersi dalle ondate di calore

Sono circa 68 mila i residenti nel comune di Genova che sono stati individuati nella popolazione a rischio

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Genova. Sono circa 68 mila i residenti nel comune di Genova che sono stati individuati nella popolazione a rischio per l’emergenza caldo quasi 700 sono considerati a fragilità elevata mentre oltre 2 mila hanno un livello di criticità intermedio. A determinare i numeri delle criticità un algoritmo che ha preso in considerazione età, patologie, tipologie di farmaci, accessi al Pronto Soccorso e ricoveri ospedalieri.

Sono questi i numeri resi noti nel corso della presentazione del “piano caldo” messo a punto dalla elaborato dalla task force creata da Alisa, con tutti i soggetti interessati alla tutela socio sanitaria e guidata da Ernesto Plummer, coordinatore del Centro di riferimento ligure per le ondate di calore, per definire e monitorare le azioni da mettere in campo in corrispondenza di particolari conditioni di rischio legate al caldo.

Un piano che negli anni ha dato buoni risultati, visto che rispetto al 2003, quando si erano registrati 850 decessi nel mese di Agosto si è arrivati, nello stesso periodo del 2018, a una diminuzione di 150 unità. “Si tratta di capillare lavoro che viene fatto anche dai servizi sociali del comune per trovare i pazienti ad alto rischio – ha spiegato l’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Sonia Viale – che ha permesso di individuare anziani che vivono soli o che hanno patologie croniche e che sono segnalati ai medici di medicina generale”.

Tra le misure previste dal Piano: la possibilità, da parte della ASL3, di attivare ricoveri temporanei in Strutture Residenziali Socio-Sanitari dei soggetti suscettibili, segnalati dal Distretti Socio-Sanitari, Sociali o dai Medici di Medicina generale, per un periodo massimo di 10 giorni, la rattivazione di un’unità di valutazione geriatrica per garantire le dimissioni protette dagli ospedali, il potenziamento della rete del progetto “Meglio a casa” che prevede il rientro al domicilio e l’attivazione di un “Assistente familiare” per il periodo massimo di un mese, a totale carico di Regione Liguria.

“Il punto centrale del piano è quello di un costante monitoraggio della popolazione fragile – ha sottolineato il direttore di Alisa, Walter Locatelli – che lo è sia nei momenti di caldo ma anche negli altri periodi. Non si tratta più di attività estemporanee ma ha una continuità che permette al sistema sanitario ligure di avere un’anagrafe di questi soggetti e che può essere consegnata ai comuni, ai medici di famiglia, alle Asl e alle strutture ospedaliere”.