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Al lavoro su Ponte Morandi, ecco come si realizzano le vasche di contenimento

Genova. Le immagini, fornite dall’ATI dei Demolitori mostrano i lavori, a 45 metri di altezza, sull’impalcato, per realizzare le vasche di acqua, che sono una delle opere di mitigazione più importanti, in previsione della demolizione delle pile 10 e 11 tramite cariche esplosive.

Opere mitigazione ponte morandi

Le vasche, ricavate dal posizionamento di new jersey e lunghe una ventina di metri per un metro e mezzo di larghezza, sono state posizionate sopra l’impalcato all’altezza di 45 metri e avranno una larghezza di ricaduta intorno ai 22 metri. Attualmente le vasche sono già cariche d’acqua.

I new jersey, come mostra il video, vengono posizionati a un metro e mezzo l’uno dall’altro (per la lunghezza totale di un chilometro e mezzo) e sono stati ricoperti da un telo impermeabile per creare le vasche di contenimento dell’acqua. Le vasche verranno fatte saltare nello stesso  istante in cui saranno fatte esplodere le cariche esplosive sopra la pila.

Oltre alle vasche, tra le opere di mitigazione ci sono anche i cuscinetti smorzanti, ovvero i cumuli di detriti, posizionati sotto le pile 10 e 11 per assorbire le vibrazioni causate dal crollo. I detriti che comporranno cumuli che agiranno come “cuscinetti smorzanti” sono stati acquistati appositamente in quanto necessitano di caratteristiche particolari (capacità di assorbimento di energia cinetica di caduta e impatto al suolo), il materiale, della dimensione di 6-8 centimetri è inerte.

Al di sotto di questi cumuli è stato posizionato uno strato di separazione costituito da TNT (tessuto non tessuto) per trattenere le acque di caduta, ugualmente il TNT sarà applicato anche sopra ai detriti affinché le poveri siano totalmente contenute. Lo studio che è stato fatto sulla propagazione delle onde si basa sui risultati che erano già stati effettuati in precedenza per sperimentare gli effetti di demolizioni tramite esplosivi.

Da questa analisi emerge che le vibrazioni si smorzano prima di raggiungere i fabbricati vicini all’area interessata dal crollo delle pile 10 e 11.

Per controllare la corrispondenza tra quanto progettato e quanto avverrà durante il crollo, saranno posizionati numerosi sismografi che misureranno le velocità effettive delle vibrazioni.

A questo si aggiungono anche i ponteggi con le reti di protezionee le cosiddette “vesciche”piene d’acqua che sono state posizionate sulle “gambe” delle pile, le “vesciche” sono considerate la prima barriera per mitigare le polveriproprio perché applicate in prossimità dei fori da mina dentro ai quali saranno posizionate le cariche esplosive. Si prevede di utilizzarne circa 4000.