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Vendita farmacie comunali genovesi, i sindacati: “Gara deserta, rispettare tutele lavoratori”

Dichiarato un nuovo stato di agitazione

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Genova. Nuovo stato di agitazione dichiarato dai lavoratori di Farmacie Genovesi srl. L’annuncio dai sindacati Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil. L’azienda, partecipata al 100% dal Comune di Genova, è stata oggetto di asta pubblica per un valore complessivo di 11 milioni per 8 farmacie, andata a vuota lo scorso aprile.

“Le battaglie sindacali degli scorsi mesi – si legge in una nota – pur non riuscendo a evitare la privatizzazione, avevano almeno reso più forti le tutele all’interno della delibera di vendita, mantenimento del contratto collettivo di miglior favore, penality in caso di riduzione del personale, obbligatorietà di ulteriore asta pubblica nel caso la prima (come poi accaduto) non avesse avuto esito”.

Proprio a fronte dell’assenza di manifestazioni di interesse, oltre all’incombere di un’inchiesta aperta dalla procura sulla base di un esposto per turbativa d’asta presentata da un’esponente della stessa maggioranza, le organizzazioni sindacali hanno richiesto unitariamente al sindaco Marco Bucci di sospendere immediatamente il percorso di vendita, “senza ricevere alcuna risposta in merito”, sottolineano.

Sempre le organizzazioni sindacali, a nome dei lavoratori, hanno richiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto all’assessore Campora il quale ha fornito disponibilità solo dopo l’annuncio dello stato di agitazione delle maestranze.

“Le voci che si susseguono vanno in diverse direzioni – dicono Cgil, Cisl e Uil – si parla di una modifica delle condizioni del bando attraverso una delibera di giunta, ovvero senza i necessari passaggi democratici in consiglio comunale. Questo comporterebbe la “svendita” a un prezzo decisamente più basso di una società in attivo, fiore all’occhiello del nostro territorio; oltre a ciò, il rischio altissimo di veder magicamente “sparire” tutte quelle tutele a favore dei dipendenti inserite solo grazie alle loro lotte ed all’appoggio da parte dei gruppi consiliari di opposizione.
I lavoratori chiedono con forza la sospensione di qualsiasi ulteriore iniziativa di privatizzazione della Società. In caso contrario, sono pronti a mettere in campo iniziative di protesta”.