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Val Bisagno, arrivati a Villa Ines i 50 richiedenti asilo. Stasera assemblea pubblica

Il centro di prima accoglienza, chiuso lo scorso luglio, è stato riaperto su richiesta della prefettura. D’Avolio: “Situazione tranquilla, i cittadini sono informati”

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Genova. Sono arrivati in pullman poco prima delle 13 i 50 migranti che saranno ospitati a Villa Ines, in Val Bisagno nel centro di prima accoglienza gestito dalla Caritas-Migrantes che era stato chiuso a luglio e viene ora riaperto oggi per i richiedenti asilo che non hanno più un posto dopo che alcune cooperative hanno rifiutato di partecipare al nuovo bando della Prefettura, ritenendo che non ci fossero più le condizioni per svolgere al meglio il loro lavoro.

“Dei 50 ragazzi che staranno a Villa Ines circa la metà sono già da tempo ospiti dei nostri centri proprio per facilitare l’integrazione nelle varie attività” spiega Don Giacomo Martino, direttore dell’ufficio Migrantes che ricorda come “dopo le proteste di due anni fa, quando inaugurammo questo centro, poi non ci sono mai stati problemi con il quartiere”.

Ieri la Lega ha indetto in presidio nei pressi di villa Ines ma a partecipare sono state solo sette persone. Questa sera per tranquillizzare la popolazione Don Giacomo Martino parteciperà all’assemblea pubblica indetta dal municipio Media Valbisagno. L’appuntamento è alla Doria di via Creto alle 21.

“Come Municipio abbiamo avvertito i consiglieri non appena ci è arrivata la comunicazione della Prefettura – spiega il presidente Roberto D’Avolio e da ieri volantiniamo la comunicazione rispetto all’assemblea di stasera in modo che i cittadini possano avere tutte le informazioni e le risposte ai vari dubbi. Due anni fa quando per la prima volta venne aperto il centro il problema era stato che gli abitanti non sapevano nulla e si erano trovati spiazzati dopo aver visto il pullman arrivare di notte. Poi il centro è stato gestito benissimo e in questi due anni non c’è stato alcun problema. Anche per questo la situazione mi sembra molto tranquilla. Chiederemo ovviamente a chi gestisce il centro un monitoraggio costante per far sì che oltre a garantire l’accoglienza, venga garantita anche la sicurezza dei cittadini”.