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Spese pazze, Pinto: “Riconosciuto lavoro certosino della guardia di finanza”

"Abbiamo scartato tutte le ricevute che avevano anche una parvenza di giustificazione ma ce ne erano montagne senza giustificazione alcuna”

Genova. E’ soddisfatto il procuratore aggiunto Francesco Pinto che però subito precisa: “Non è una partita di calcio, ma sono contento che i giudici abbiamo riconosciuto la serietà dell’indagine della guardia di finanza”.

Per il magistrato che ha sostenuto l’accusa contro 20 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali, “grazie al certosino lavoro della guardia di finanza, siamo partiti da una presunzione di pertinenza delle spese, e abbiamo scartato tutte le ricevute che avevano anche una parvenza di giustificazione ma ce ne erano montagne senza giustificazione alcuna”.

Per la prima volta, come è stato sottolineato nella conferenza stampa indetta dal tribunale, il presidente di ciascun gruppo è stato condannato anche in concorso per le spese degli altri consiglieri: “Secondo la mia impostazione il momento fondamentale in cui si configura il reato è quando il capogruppo certifica la pertinenza della spesa con l’assemblea del gruppo”.