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Spese pazze, oggi la sentenza per il viceministro Rixi

A Rixi imputate spese personali non congrue e il non aver controllato le spese degli altri consiglieri. Il pm chiede 3 anni e 4 mesi

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Genova. E’ prevista per oggi alle 12 la sentenza per il procedimento noto come “spese pazze” che vede tra i consiglieri ed ex consiglieri regionali tra gli imputati anche viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. Sul fronte politico nazionale la Lega ha già voluto chiarire al M5S che non si tratterà di un nuovo caso Siri e che Rixi, anche se condannato, resterà saldo al suo posto (la Legge Severino non dovrebbe essere applicata perché vale solo per le cariche elettive).

A Rixi il procuratore aggiunto Francesco Pinto e i militari della guardia di finanza contestano spese proprie non congrue per oltre 56 mila euro di spese tra bar, ristoranti, viaggi e spostamenti, oltre che per viaggi di cui avrebbero beneficiato terze persone.

Rispetto ad altre spese, rispettivamente per 19 mila e 49 mila euro Rixi sarebbe imputato in concorso per il suo ruolo di capogruppo per il fatto di non verificato la congruenza delle spese effettuate dagli altri consiglieri Maurizio Torterolo (che ha già patteggiato due anni) e Francesco Bruzzone.

Le spese sono riferite agli anni 2010-2012. La tesi dell’accusa è che il capogruppo aveva l’obbligo di verificare le pezze giustificative delle spese e quella, parallela, che l’attività politica vada rigorosamente separata da quella istituzionale: in questo modo le cene con i simpatizzanti di Francesco Bruzzone vicino a Stella o quelle di Torterolo a Carcare non sarebbero cene istituzionali ma eventi legati al partito, così come i numerosi biglietti e rimborsi da Genova a Milano Rixi, per il quale il pm ha chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione per peculato e falso, è imputato insieme ad altri 19 consiglieri.

Nel processo oltre ai leghisti Rixi e Francesco Bruzzone sono imputati: Matteo Rosso (eletto con Forza Italia, oggi Fratelli d’Italia); Michele Boffa, Nino Miceli e Renzo Guccinelli (Pd); Raffaella Della Bianca ( passata al Gruppo misto e poi tornata in Fi); Franco Rocca e Alessio Saso ( Ncd), Rosario Monteleone e Marco Limoncini (Udc), Aldo Siri (Lista Biasotti), Armando Ezio Capurro (ex Noi con Burlando, il secondo passato a Direzione Italia), Matteo Rossi (per quasi tutto il mandato in Sel), Alessandro Benzi (da Sel al Gruppo misto), Giacomo Conti ( Fds), Luigi Morgillo, Marco Melgrati e Roberta Gasco (Fi); Marylin Fusco per la militanza in Diritti e Libertà (accusa aggiuntiva a quella per il periodo trascorso nell’Idv).