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Sestri Ponente, Fincantieri “fuori dalle sabbie mobili”. Entro il 2022 previsti tre vari

La Uilm: "Riscontri positivi per il cantiere di Sestri Ponente, sia per i carichi di lavoro sia sul versante occupazionale”

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Genova. Si è svolto in data odierna l’incontro previsto dal contratto integrativo del 24 giugno 2018 tra la Direzione Fincantieri inerente al cantiere di Sestri Ponente, le RSU e le Segreterie Fim Fiom Uilm.

L’azienda ha esposto l’andamento produttivo del cantiere e il relativo carico di lavoro per l’esercizio compreso tra il 2020 e il 2022 per il varo di 3 navi, carichi di lavoro che proseguiranno oltre il 2022.

L’evoluzione in positivo di carichi di lavoro ha fatto sì che l’organico del cantiere sia passato dai 530 addetti del 2015 a 700 del 2018, solo nel 2018 sono stati assunti 20 addetti e a fine 2019 ne entreranno altri 30, portando l’organico a 730 addetti. Inoltre l’azienda ha annunciato che andranno avanti ulteriori investimenti sul lato infrastrutturale da un lato e dall’altro quelli previsti sulla sicurezza.

Infine l’azienda ha presentato il bando che mette in pratica da subito l’accordo firmato tra Cgil Cisl Uil, la stessa e l’ente regionale, per indire un corso di formazione professionale per tecnici di bordo e impiegati tecnici (così come recita la stessa intesa) il 60%degli stessi saranno assunti entro il 2020.

Altro dato rilevante è che Fincantieri ha fatto un accordo con le aziende dell’indotto locale per 3 corsi di formazione professionale di 5 persone l’uno per saldatori, tubisti, carpentieri, di queste 15 persone, il 60% sarà assunto da queste società dell’indotto. Lo scopo è quello di valorizzare l’indotto locale attraverso una specializzazione in modo da offrire un’opportunità per far acquisire conoscenze lavorative per inserirli successivamente nel mondo del lavoro.

Sempre sulla formazione l’azienda ha prospettato 10.000 ore di formazione professionale per tutti i 730 dipendenti, (13 ore pro-capite) per accrescere maggiormente il bagaglio di competenza degli stessi. La Uilm ritiene molto utile il confronto sia sul versante della continuità produttiva sia per l’ampliamento degli organici, sia sui corsi di formazione che sugli investimenti.

“A suo tempo l’AD Bono per far uscire il cantiere da una situazione particolare in presenza di un carico di lavoro e di maggior occupazione, così come è avvenuto, ci lanciò una sfida in quanto il cantiere doveva essere più competitivo sui mercati – scrive in una nota stampa Antonio Apa, Segretario Generale Uilm Genova – Sestri Ponente non poteva sfuggire da questa analisi. Sfida che abbiamo accettato e il recupero previsto di competitività, di maggiore efficienza, produttività ha dato i suoi frutti. Oggi il cantiere è fuori dalle sabbie mobili, dobbiamo continuare su questa strada, fuori dagli schemi ideologici, ma attraverso un sano pragmatismo per far sì che lo stesso si consolidi ulteriormente dando ricadute positive, così come è avvenuto, non solo per l’occupazione ma anche per il tessuto cittadino che orbita intorno al cantiere”.