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Scontri tra antifascisti e polizia a Corvetto, il questore: “Non si poteva vietare comizio, non esercitiamo forza se non di fronte a offesa”

Non si vedevano scene del genere dai tempi del G8. E' cambiato qualcosa? "E' tutta un’aria che sta cambiando in Italia", ha detto Vincenzo Ciarambino

Genova. “No, non si poteva vietare il comizio di Casapound, per di più in periodo elettorale va difeso l’esercizio della democrazia ed è quello che la polizia ha fatto oggi, inoltre la piazza, che era difendibile, era indicata dal Comune tra quelle assegnabili per i comizi elettorali”. Così il questore di Genova Vincenzo Ciarambino, che ha preso servizio nel capoluogo poche settimane fa, commenta gli episodi di piazza avvenuti in centro in occasione della manifestazione degli antifascisti contro lo svolgimento del comizio di Casapound.

Era dai tempi del 30 giugno del 1960 che non si vedeva a Genova un comizio di un partito dichiaratamente ispirato al fascismo. Ed era dal G8 2001 che non si vedevano scontri di piazza di una portata così “importante”.

E’ cambiato qualcosa rispetto agli ultimi tempi? “E’ tutta un’aria che sta cambiando in Italia – ha detto Ciarambino, uscito dal palazzo della questura per parlare con i giornalisti mentre si stava svolgendo il presidio degli antifascisti alla Foce – anche per questo clima elettorale, per cui sì la risposta antifascista della piazza c’è stata, ma c’è stata su tutto il territorio nazionale, a Bologna pochi giorni fa ci sono stati episodi altrettanto consistenti, in quel caso in occasione di un comizio di Forza Nuova”. Ciarambino afferma che non c’è un cambio di passo nella gestione dell’ordine pubblico. “Ma è vero, nel caso delle contestazioni, ad esempio per l’apertura di sedi, non eravamo arrivati a questi punti”, ammette.

Poi fa il punto su quanto accaduto nel tardo pomeriggio di questo giovedì 23 maggio.”E’ stata una giornata campale – spiega – la polizia ha consentito l’esercizio dei diritti e la democrazia, per di più in un periodo di campagna elettorale, e avete visto tutti cosa è successo: abbiamo dovuto presidiare l’area fino dalla mattina. Prima che iniziasse il comizio ci è stato tirato addosso di tutto, bastoni, pietre e quant’altro, e non abbiamo reagito, abbiamo atteso con pazienza, poi abbiamo esercitato un’azione di alleggerimento e con i reparti abbiamo aperto una manovra semicircolare per liberare la piazza, per consentire anche lo svolgimento della manifestazione pacifica di Cgil, Anpi e San Benedetto che erano davanti alla Prefettura, consentendo il deflusso”.

Ciarambino dice di essere stato in ospedale a salutare Stefano Origone, il giornalista di Repubblica rimasto ferito a una mano perché coinvolto in una carica e colpito dai manganelli degli agenti. “Ho chiesto scusa, mi dispiace per quanto accaduto e abbiamo chiarito la dinamica, quell’episodio è avvenuto in un momento convulso in cui si stavano svolgendo sia una carica di alleggerimento sia l’arresto di una persona che aveva partecipato ai disordini, purtroppo Origone si trovava vicino e alcuni manifestanti che stavano scendendo dalla scalinata del parco dell’Acquasola per tentare di liberare il fermato, i colleghi hanno effettuato la carica e in quell’azione convulsa è accaduto quel che è accaduto”.

Sul bilancio dei feriti il questore parla solo di quelli dalla parte delle forze dell’ordine: “Non vi sono stati contatti fisici – dice – e non abbiamo molti contusi, mi risultano due carabinieri e un poliziotto della Digos ferito a una gamba, non so se ci siano feriti dall’altra parte”.