Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Scontri Corvetto, quattro poliziotti del reparto Mobile sentiti dai pm per il pestaggio del giornalista

Secondo quando spiegato dal procuratore capo Cozzi "le indagini potrebbero essere estese ad altri comportamenti analoghi"

Genova. Sono quattro i poliziotti del reparto Mobile di Genova che si sono presentati oggi in procura per fornire la loro versione in merito alle lesioni al giornalista di Repubblica Stefano Origone avvenute durante gli scontri tra polizia e manifestanti in piazza Corvetto, giovedì scorso.

I quattro sono indagati per lesioni aggravate e sono stati sentiti dal sostituto procuratore Gabriella Dotto anche per ricostruire i fatti che hanno preceduto e seguito il pestaggio che lo stesso procuratore definisce un “comportamento non accettabile”.

“A differenza di quanto profetizzato da alcuni – ha detto Cozzi- c’è stata un’ampia collaborazione dei dirigenti della polizia di Stato, in particolare i dirigenti della Mobile e della Digos Marco Calì e Francesco Borré nel consentire di arrivare a far chiarezza su due aspetti, da un lato la ricostruzione della scena e della dinamica dei fatti di piazza, in secondo luogo degli autori dei comportamenti violenti da entrambe le parti. Come procuratore non posso che compiacermi per la collaborazione della polizia che dà la misura di un senso istituzionale di elevato profilo”.

Il procuratore auspica inoltre che “anche i manifestanti che si sono resi protagonisti di comportamenti violenti vi sia un comportamento analogo e vogliano venire a spiegare i motivi delle loro condotte”.

Stretto riserbo da parte del procuratore sui contenuti degli interrogatori ma è chiaro che dovranno essere valutate le posizioni e i comportamenti di ciascuno e in particolare attribuire “un’identità a ogni condotta” visto che Origone “ha ricevuto prima un colpo di manganello, poi un calcio, poi altri colpi mentre era a terra”. Il procuratore ha anche spiegato che “le indagini potrebbero anche essere estese ad altri comportamenti analoghi”.