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Scontri Corvetto, obbligo di firma per i manifestanti arrestati. “Ho fatto una cavolata, ho moglie e figli”

Questa la disposizione del giudice alla direttissima di stamani, processo rinviato al 19 luglio

Genova. Il giudice ha disposto l’obbligo di firma, ogni giorno, fino all’udienza fissata al prossimo 19 luglio, per i due genovesi di 51 e 32 anni arrestati ieri durante gli scontri con la polizia nel corso del comizio di Casapound in centro a Genova. Dentro a palazzo di giustizia una trentina di persone hanno portato il loro sostegno ai due arrestati, srotolando alla fine dell’udienza lo striscione di Genova antifascista.

I reati ipotizzati erano resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso derubricati in resistenza, in particolare per aver fatto cadere un agente. I due sono difesi dagli avvocati Laura Tartarini e Nicola Scodnik. Il giudice Massimo De Plano ha convalidato l’arresto disponendo tuttavia la scarcerazione con obblighi.

Nella serata di ieri il pm aveva concesso i domiciliari dopo una sorta di trattativa tra la Digos, la procura e i manifestanti che erano arrivati sotto la questura bloccando la strada per chiedere la liberazione dei compagni.

“Ho fatto una cavolata, ho moglie e figli a casa e lavoro” ha detto M.B., 51enne portuale. Il 32enne S.R., ha spiegato “di non aver opposto resistenza ma di essersi divincolato dopo che era finito sotto in gruppo di agenti”. Testimonianza simile anche da parte di uno dei poliziotti del reparto per questo l’avvocato Laura Tartarini spiega: “Lo hanno preso e picchiato senza alcuna ragione e senza che opponesse resistenza. Per questo non faremo alcun rito alternativo, vogliamo che la situazione venga chiarita a processo”.