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Scontri Corvetto, Bucci: “Fuori i violenti dalla città, quel giorno la violenza non è arrivata da Casapound”

Molte critiche sulla gestione della sicurezza in città da parte dell'opposizione

Genova. “Noi, come città di Genova, aborriamo la violenza, non vogliamo più vedere la violenza e tutti quelli che si propongono di venire a Genova a fare violenza gli diciamo andatevene a casa vostra o andatevene via, per ché noi non li vogliamo”. Il sindaco di Genova Marco Bucci, in consiglio comunale, è tornato a rispondere sui fatti di giovedì scorso, quando in occasione del comizio di Casapound sono scoppiati scontri a Corvetto tra la polizia e i manifestanti antifascisti.

A riportare l’argomento all’attenzione del consiglio un articolo 55, ovvero una richiesta di chiarimenti, da parte della minoranza. Bucci ha augurato pronta guarigione al giornalista di Repubblica Stefano Origone malmenato durante una carica e ha affermato che le sue parole su quell’episodio, “Se uno è lì e lì”, sono state “completamente travisate”, ha detto.

Sulla gestione dell’ordine pubblico: “Forse non abbiamo ancora fatto tutto il possibile, chiederò al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di tenere fuori dalla città i violenti perché Genova non se le merita”.

E ancora: “Se io venissi dalla luna, e qualcuno potrebbe dire che è così, arrivassi a Genova e osservassi cosa è successo, io direi che nessuno ha visto nessuno di Casapound andare contro la polizia o usare violenza, io ho visto altre persone andare contro Casapound e usare violenza”.

Infine, rispondendo ai consiglieri che hanno parlato di grossi errori, ha risposto “Ho fatto quello che il sindaco doveva fare, e continueremo a fare così, in aggiunta ci sarà una presa di posizione netta, chiara ed efficace contro tutti i violenti, da qualunque parte essi siano che vogliono venire in città, li lasceremo fuori”.

“La piazza andava negata – ha detto Cristina Lodi, capogruppo Pd – delegare le responsabilità non è cosa da un sindaco che si preoccupi veramente della città”. Anche per Gianni Crivello, capogruppo della Lista Crivello, “non si può rispondere dinanzi a tali eventi con argomenti di carattere tecnico, il sindaco suggerì all’Anpi di svolgere la manifestazione del 25 aprile all’interno del teatro Carlo Felice, poteva farlo anche con Casapound”.

Secondo il Movimento 5 Stelle “l’attuale governo di Genova sta cambiando il dna di questa città”. Il capogruppo Luca Pirondini ha elencato, oltre alla decisione di assegnare una piazza a un partito come Casapound, il mancato patrocinio al Liguria Pride, l’istituzione di un registro delle famiglie “a cui possono accedere solo le famiglie stile Mulino Bianco” e l’episodio del consigliere delegato Sergio Gambino che partecipò con la fascia tricolore a una commemorazione dei morti di Salò. Paolo Putti (Chiamami Genova) ha sottolineato come “il fatto grave di quegli scontri non è che sia stato malmenato un giornalista, ma che sia stata malmenata una persona”.

Dura contro i manifestanti antifascisti Lorella Fontana, capogruppo Lega: “Chi manifesta con la premeditazione di colpire la polizia e l’avversario non è antifascista, è un vile squadrista”, sulla stessa linea Alberto Campanella (Fdi): “Forse è vero, ci sono i fascisti in città, ma questi si nascondono nei centri sociali e nelle case occupate”.

Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia, ha ricordato come nessuno dei consiglieri che oggi attaccano il sindaco per avere concesso la piazza a Casapound disse nulla quando, nel 2015, l’ex sindaco Marco Doria “ha permesso l’apertura della sede di Forza Nuova”.