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Ribaltamento Fincantieri, Pd all’attacco di Toti: “Basta annunci elettorali, servono certezze su tempi e fondi”

Genova. Dopo la serie di annunci degli ultimi giorni sulla possibilità di uno sblocco del progetto di ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (un incontro in Regione Liguria la scorsa settimana ha fatto parlare il sindaco Bucci, il presidente della Regione Toti e l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono di “ruspe in azione” entro fine 2019, o addirittura a settembre.

Il Partito Democratico, però, punzecchia – in particolare l’amministrazione regionale – definendo gli annunci “spot elettorali”. “Invitiamo il presidente Toti alla prudenza quando annuncia che il nuovo cantiere sarà operativo a partire dal 2024. Vorremmo capire su che basi si fonda questa sua previsione, se esiste un vero cronoprogramma e come pensa, il presidente Toti, che questa scadenza possa essere rispettata, visto che stamattina abbiamo appreso che il potenziamento, oggi, ha finanziamenti certi solo pari a metà dell’investimento”.

Il Pd, con il capogruppo Giovanni Lunardon, fa il punto: “A seguito della mia interrogazione discussa questa mattina in Consiglio regionale abbiamo appreso dall’assessore Benveduti che il progetto di potenziamento costerà circa 780 milioni di euro. E’ stato proprio l’assessore a rivelarci che il piano economico è pronto per metà, visto che 230 milioni li metterà Fincantieri, 50 le Ferrovie e 85 l’Autorità di sistema portuale, che già ne aveva messi 70 e che quindi ne aggiunge soltanto 15 dei 200 messi a disposizione del Decreto Genova per il programma straordinario di investimenti per le infrastrutture portuali (francamente pochi, visto che non siamo neppure a un decimo del fondo stanziato dal Governo). A questo punto però mancano all’appello ben 415 milioni di euro, che secondo Benveduti potrebbero arrivare da Cassa Depositi e prestiti e da altri soggetti privati. Ma questa partita, in sostanza, è ancora tutta da giocare”.

Oltre al nodo economico, poi, bisogna sciogliere anche quello relativo ai tempi di realizzazione. “Nonostante l’opera possa rientrare nel programma straordinario di investimenti per le infrastrutture portuali previsto dal Decreto Genova difficilmente il nuovo progetto per il potenziamento di Fincantieri potrà evitare la Via (Valutazione di impatto ambientale) – continua Lunardon – una procedura assai lunga che è di origine comunitaria e pertanto non derogabile. Di fronte a tutte queste incognite la data del 2024 sbandierata da Toti sembra più un annuncio elettorale che una prospettiva concreta”.