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Proroghe infinite per Cinepassioni alla Loggia de’ Banchi ma alcuni cittadini dicono “Basta mostri”

Sabato 8 giugno alle 12 una vera e propria "controffensiva" alla mostra privata che dal 2017 occupa uno spazio pubblico

Genova. E’ stata apprezzata da genovesi e turisti, non c’è dubbio, ma adesso è il momento che sloggi. Questo in sintesi il messaggio lanciato da alcune associazioni genovesi – Che l’Inse e Riprendiamoci Genova – al Comune, alla Sovrintendenza e agli organizzatori della mostra Cinepassioni, in piazza Banchi.

L’8 giugno, alle 12, si daranno appuntamento davanti all’antica loggia per dire “Basta mostri” e per chiedere che quello spazio prestigioso e centralissimo sia restituito alla collettività.

Dal 13 aprile 2017 la mostra privata occupa l’area con installazioni, audio e cartelloni che “ne mortificano il valore storico e culturale”, dicono gli organizzatori del presidio. La mostra doveva finire dopo 3 mesi invece è stata prorogata di volta in volta fino a gennaio 2020, “col rischio di diventare permanente, privando Genova di uno spazio pubblico e degradandone la funzione sociale e culturale”.

Le cittadine e i cittadini del centro storico, ma anche di altri quartieri chiedono perciò: che lo spazio della Loggia dei Banchi torni al più presto ad essere patrimonio della collettività e che nel frattempo intervenga la Sovrintendenza per rimuovere le installazioni lesive del patrimonio artistico.

Eppure nelle strategie del Comune la Loggia de’ Banchi avrebbe potuto diventare una sorta di vetrina per performance artistiche, per esempio da parte degli studenti del conservatorio Niccolò Paganini o dell’Accademia ligustica di belle arti. Prima che arrivasse Cinepassioni, con i suoi cartelli che vietano di scattare fotografie, era una location assegnata a rotazione a chi ne faceva richiesta, sulla base di progetti con alti parametri.