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Ponte Morandi, oggi ultimo meeting sull’esplosivo. Si apre la questione “evacuazioni”

Nei prossimi giorni l'ufficialità, ma la strada è ormai decisa. Ma non sarà facilissimo sistemare in hotel centinaia di famiglie in un periodo di alta stagione turistica

Genova. Si terrà oggi l’ultima riunione tecnica tra struttura commissariale, imprese, Arpal, Asl e Rina, in quanto project manager, relativa alla valutazione dei rischi legati all’uso dell’esplosivo per l’abbattimento delle pile 10 e 11 di ponte Morandi. Anche gli incontri degli ultimi giorni hanno confermato che, con i dovuti accorgimenti soprattutto in tema di abbattimento delle polveri, la dinamite è la soluzione più sicura. Serve solo l’ufficialità, per la quale, però, mancano almeno un paio di passaggi.

Il primo è il ritorno dagli Usa del sindaco e commissario Marco Bucci (sabato). Sarà comunque lui a ratificare e quindi a “firmare” la scelta condivisa dal team. L’altro passaggio è la comunicazione della volontà di procedere con l’esplosivo al ministero dei Trasporti, e quindi l’attesa di un ok che, si presume, sarà soltanto questione di formalità visto che mai il governo ha espresso perplessità su questo tipo di procedimento.

Una volta che ci sarà il via libera definitivo all’esplosivo dovrà comunque tornare a riunirsi la commissione esplosivi in prefettura. Sarà in quella sede che si definiranno in via concreta le azioni da intraprendere, i dettagli dell’intervento, il piano di comunicazione alla cittadinanza e quello di evacuazione dei residenti nei palazzi più vicini alle pile. E qui si apre un altro interrogativo non da poco.

Durante la commissione consiliare dedicata alla demolizione il direttore della struttura commissariale Roberto Tedeschi ha spiegato che i nuclei familiari interessati saranno almeno 954, ovvero quelli che rientrano nel raggio dell’interferenza del cantiere secondo il Pris (quelli che otterranno un indennizzo grazie all’inserimento nel decreto sblocca cantieri), ma che in realtà il numero è destinato a salire.

La cifra di 954 nuclei è relativa a un raggio di massimo 160 metri dalle pile del viadotto Polcevera, mentre è probabile che l’interdizione momentanea sarà più estesa. Altro discorso, però, per l’evacuazione per più di un giorno e quindi la necessità, da parte della struttura, di predisporre notti in hotel. Il sindaco ha spiegato che, in ogni caso, il numero di persone da sistemare sarà più alto nel caso della pila 10, quella più vicina al torrente. Ma anche per l’altra ci saranno alcune evacuazioni. Se si ipotizza che le esplosioni avverranno a metà giugno in un caso e a fine giugno – inizio luglio nell’altro si fa presto a capire che non sarà immediato sistemare in hotel, in alta stagione, almeno 500 persone.

Si è però capito – e si capirà meglio con la simulazione di esplosione prevista nei prossimi giorni alla cava privata dei Camaldoli, sopra San Fruttuoso – che il rischio amianto, quello che impone massima cautela nella gestione della cittadinanza, è in realtà inferiore anche alle più pessimistiche previsioni.

Generica

Come pubblicato in un quadro di sintesi sul sito della struttura commissariale, le rilevazioni in aria, acqua, nel calcestruzzo e nei detriti hanno evidenziato una presenza nulla, non rilevabile dalle strumentazioni o comunque nettamente inferiore alle soglie considerate pericolose per la normativa nazionale, internazionale e per l’Organizzazione mondiale della sanità. La simulazione ai Camaldoli permetterà di comprendere come si comporteranno le polveri di fronte all’uso di grandi quantità d’acqua per facilitarne l’abbattimento nel momento della deflagrazione.