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Ponte Morandi, oggi l’ultimo accesso per gli sfollati. Nelle prossime ore il via libera definitivo per gli esplosivi

Il piano sarà firmato dal commissario e aspetterà l'imprimatur formale del ministero

Genova. Dopo il rinvio dovuto al maltempo, si chiude con oggi anche il quarto ed ultimo accesso presso le loro ex abitazioni per gli sfollati di via Porro. Le operazioni di recupero dei beni sono iniziate questa mattina alle 8, e si concluderanno alle 13. Gli abitanti di via Porro sono assistiti dai volontari di Protezione Civile e Vigili del Fuoco.

Nel frattempo proseguono i lavori nei cantieri delle demolizioni: terminata la demolizione della pila 5, si stanno completando le operazioni sulla pila 4, smontata pezzo per pezzo. Stando all’agenda di cantiere, la settimana prossima inizieranno ad essere predisposti i cantieri per lo smontaggio della pila 7. Sempre sul moncone ovest si sta lavorando sulle le travi che collegano la pila 2 con la 3, mentre sulla parte est si procede con gli allestimenti per il “calo” della trave geber tra le pila 10 e 11, sopra via Fillak e via Porro.

Per quanto riguarda la viabilità, oggi rimangono chiuse corso Perrone e via Perlasca, mentre sono aperte via Fillak (traffico solo veicolare) e via 30 giugno 1960.


Con il rientro del sindaco dopo la sua missione negli Usa, dovrebbe arrivare anche il via libera definitivo del piano di demolizione con gli esplosivi, piano che poi dovrà ricevere l’ok formale del ministero. Ed allora si parla già del piano di evacuazione di sicurezza preventiva degli abitanti che risiedono nelle vicinanze delle pile 10 e 11.

Durante la commissione consiliare dedicata alla demolizione il direttore della struttura commissariale Roberto Tedeschi ha spiegato che i nuclei familiari interessati saranno almeno 954, ovvero quelli che rientrano nel raggio dell’interferenza del cantiere secondo il Pris (quelli che otterranno un indennizzo grazie all’inserimento nel decreto sblocca cantieri), ma che in realtà il numero è destinato a salire.

La cifra di 954 nuclei è relativa a un raggio di massimo 160 metri dalle pile del viadotto Polcevera, mentre è probabile che l’interdizione momentanea sarà più estesa. Altro discorso, però, per l’evacuazione per più di un giorno e quindi la necessità, da parte della struttura, di predisporre notti in hotel.

Il sindaco aveva spiegato che, in ogni caso, il numero di persone da sistemare sarà più alto nel caso della pila 10, quella più vicina al torrente. Ma anche per l’altra ci saranno alcune evacuazioni. Se si ipotizza che le esplosioni avverranno a metà giugno in un caso e a fine giugno – inizio luglio nell’altro si fa presto a capire che non sarà immediato sistemare in hotel, in alta stagione, almeno 500 persone.