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Ponte Morandi, Autostrade ha risposto al governo sulla revoca delle concessioni: prosegue querelle Aspi-Mit

Il processo si era aperto dopo il crollo, con una prima comunicazione del ministero delle Infrastrutture ma non è mai decollato veramente

Genova. La risposta di Autostrade per l’Italia nell’ambito della procedura di revoca della concessione avviata dal ministero dei Trasporti in seguito al crollo del ponte di Genova è arrivata. Il Mit aveva prorogato a oggi, di un paio di settimane, il termine concesso ad Aspi per rispondere. La lettera, secondo quanto si apprende, è completa di allegati e il ministero la sta protocollando.

Il carteggio è scattato con la lettera di contestazione da parte del Mit “del gravissimo inadempimento” della concessionaria agli obblighi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) legati al Ponte Morandi, inviata il 16 agosto 2018 dal Ministero ad Aspi. La società ha fornito il 31 agosto le proprie controdeduzioni, contestando ogni addebito sul mancato rispetto degli obblighi convenzionali e rilevando l’inammissibilità e l’inefficacia della comunicazione del Mit. Poi il processo si è stoppato.

Con lettera del 20 dicembre il ministero retto da Danilo Toninelli ha integrato la lettera di contestazione, chiedendo alla società ulteriori contro-deduzioni, assegnando un termine di 120 giorni. Autostrade per l’Italia, nella missiva, ribadisce “la correttezza del proprio operato” e reitera “le riserve ed eccezioni già rappresentate in merito al procedimento avviato”, spiega la società stessa in una nota.

Secondo alcune fonti al concessionario cui viene tolta la concessione, anche se viene rescissa per colpe acclarate, deve essere corrisposto un importo di indennità pari al valore, netto, dei ricavi: si parla di una cifra intorno ai 20 miliardi visto che la concessione scadrebbe nel 2042.