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Pendolari della Valle Stura: “Noi discriminati, costi mensili più elevati se bus non arrivano a Brignole”

Con il capolinea dei bus limitato a Voltri, si temono costi più elevati, una volta che Atp non coprirà più l'abbonamento treno-bus

Genova. Pendolari Atp della linea C valle Stura preoccupati per un possibile aumento dei costi da sostenere per gli abbonamenti mensili qualora non si verificasse l’integrale recupero del servizio di trasporto pubblico locale precedente al crollo del Ponte Morandi. “A 9 mesi dal crollo – si legge nella nota – attendiamo ancora il ripristino dei collegamenti diretti fino a Genova Brignole (capolinea di viale Caviglia), come promesso e dichiarato dagli amministratori di Regione e Città Metropolitana nel corso di questi mesi”.

I pendolari hanno prodotto un documento in cui si prefigura un’anticipazione del Pums solo per loro, con disagi e aumento dei costi.

Il taglio drastico sulla percorrenza, limitata a Genova-Voltri, ha costretto gli utenti diretti a Genova-Brignole a cambiare vettore e a utilizzare la linea ferroviaria. Il costo dell’abbonamento mensile Amt/Trenitalia area metropolitana, necessario per il percorso Voltri-Brignole dal mese di settembre 2018 a oggi, è stato sostenuto da Atp con i fondi dell’emergenza Ponte Morandi (consegna gratuita degli abbonamenti mensili ai possessori dell’abbonamento Atp) in sostituzione del servizio tagliato.

“Per gli utenti della Valle Stura – si legge nel documento – ai quali è stato tolto il servizio Atp verso Genova Centro a seguito del crollo del Ponte Morandi, l’ipotesi di avvio anticipato del Pums con la proposta di integrazione tariffaria attualmente in vigore non è accettabile e tantomeno sostenibile rispetto alle tariffe degli abbonamenti Atp utilizzati precedentemente al crollo del Ponte Morandi come dimostrato nel prospetto allegato”.

Secondo i calcoli presenti nel documento, emerge che i pendolari a Ponente, devono affrontare costi mensili mediamente più elevati degli utenti del Levante: 126 euro al mese in più per due componenti della stessa famiglia, rispetto ai costi ante caduta del ponte.

Inoltre i pendolari sottolineano che in alcuni casi manca proprio un’alternativa. Per esempio a Masone non esiste la stazione ferroviaria. All’aumento delle tariffe si sommano i disagi e le difficoltà inerenti le coincidenze dei vari vettori che devono necessariamente utilizzare e che non sempre sono congruenti. Ad esempio i pendolari di Masone che devono raggiungere Campo Ligure per il treno delle 7.45 non hanno a disposizione una corsa utile per raggiungere la stazione in tempo, oppure per chi arriva a Campo Ligure con il treno alle 20.03 e deve raggiungere Masone il primo bus utile è il giorno dopo alle ore 5.08.