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Pegli, consegnate 1500 firme contro l’inquinamento del Rexello. Iren: “Controlli e verifiche proseguiranno”

Sono ancora tanti e non censiti gli scarichi irregolari o guasti che riversano acque nere nel torrente

Genova. I cittadini di Pegli hanno consegnato questo pomeriggio all’assessore Matteo Campora le 1500 firme raccolte in questi mesi per chiedere ulteriori controlli e interventi sul rio Rexello.

Il torrente, infatti, risulta essere fortemente inquinato da escherichia coli e enterococchi, ovvero tutte quelle sostanze trasportate da scarichi fognari, tanto da riportare alla sua foce valori di molto al di sopra delle quote ritenute accettabili dalle normative in materia. Una situazione che va avanti da molti anni, e che tiene in scacco la balneabilità della relativa spiaggia.

“Noi vorremmo che questa spiaggia, tra le più belle di Pegli, potesse essere utilizzabile in sicurezza da noi e i nostri figli”, sottolinea Alessandra Marchese, in rappresentanza del Comitato Pegli Bene Comune oggi ospite in Sala Rossa durante la commissione consigliare sul tema. E sono tanti i pegliesi che la pensano allo stesso modo, visto l’alto numero di adesioni arrivate con la petizione lanciata a gennaio.

I problemi del Rexello derivano dai troppi scarichi fognari che riversano liquami nel suo letto, unitamente a probabili guasti e inefficienze della rete delle acque nere che nella zona si è sviluppata in maniera caotica durante gli anni del boom edilizio.

“E’ difficile avere anche una mappatura di tutte le tubazioni – conferma l’assessore Campora – visto che non era obbligo consegnarla alle autorità per legge fino agli anni 80, ma stiamo lavorando per colmare questo gap e per risolvere il problema”.

Allargando lo sguardo alla totalità del popoloso quartiere ponentino, tante sono le problematiche infrastrutturali: “Nei prossimi mesi inizieremo i lavori per un nuovo collettore fognario in zona passeggiata – fa sapere Iren – preceduto da un impianto di sollevamento che dovrebbe ovviare ad una serie di inconvenienti legati alle diverse quote delle tubazioni”.

Tornando al Rexello, i problemi sono per lo più nell’ultimo chilometro del letto, completamente tombinato, dove arriva di tutto: “Abbiamo iniziato a procedere con in controlli insieme alla polizia locale – conferma l’assessore – per poter accedere ai condomini e iniziare a risolvere questo intricato problema. Nei prossimi mesi procederemo a sezioni, utilizzando ancora liquidi traccianti”.

Ed è proprio sul difficile rapporto tra pubblico e privato che si è divampata una breve discussione in aula, quando diversi consiglieri (Grillo, Forza Italia, Avvenente Partito Democratico e Ceraudo M5s) hanno supportato l’interesse pubblico, che deve intervenire agendo in anticipo per evitare di esporre la salute dei cittadini di Pegli. Ma stiamo parlando di un piccolo torrente che sfocia in una spiaggia libera e si sa, quando si parla di beni comuni a “basso ritorno economico” in pochi sono disposti a rischiare: “Ed è anche per questo che ci siamo attivati – conclude Marchese – e continueremo a farlo per tenere alta l’attenzione su questo problema che tocca tantissimi cittadini pegliesi”.