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Nave migranti, l’arrivo a Genova torna un’incognita. Cigala Fulgosi ancora in Sicilia. Per il Viminale arriva domenica.

Il pattugliatore d'altura può viaggiare a una velocità di 25 nodi, questo significa che dalla partenza dalla Sicilia saranno necessarie circa 22 ore. Ma la nave potrebbe non arrivare affatto

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Genova. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo una telefonata informale con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, aveva indicato le 12 di sabato come possibile orario di arrivo del pattugliatore Cigala Fulgosi, la nave della Marina Militare che giovedì mattina ha portato in salvo un centinaio di migranti alla deriva su un gommone in mare tra Lampedusa e la Libia.

Le informazioni delle ultime ore però allontanano temporalmente l’arrivo della nave. La prefettura di Genova ha fatto sapere che per questa mattina è fissata una riunione per coordinare lo sbarco in porto ma che la nave è prevista domenica. Ma in realtà, forse pure lunedì. In serata, fonti del Viminale, parlando di domenica mattina.

Non solo. Secondo altre fonti l’imbarcazione militare, con a bordo i naufraghi – tra cui donne e bambini – nel tardo pomeriggio di venerdì si sarebbe avvicinata al porto di Augusta, in Sicilia, dove si trova una base della Marina.

In base alle specifiche tecniche del pattugliatore d’altura Cigala Fulgosi, una “classe comandanti” che può viaggiare con velocità continuativa di 25 nodi (46 km/h), e tenendo conto che tra Augusta e il porto di Genova ci sono circa 550 miglia nautiche, dal momento della partenza saranno necessarie almeno 22-24 ore. Ma potrebbero servirne anche molte di più a seconda delle condizioni del mare. Tuttavia ancora non è chiaro quando la nave partirà dalla Sicilia.

Secondo altre fonti “istituzionali”, la nave potrebbe non arrivare affatto, se il ministero dell’Interno dovesse trovare, nelle prossime ore, una destinazione definitiva per gli immigrati.

Questa mattina è prevista una riunione in prefettura ma, in caso il Cigala Fulgosi attracchi nel porto del capoluogo ligure, sono tre le soluzioni ipotizzate di concerto tra le varie istituzioni interessate.

Le persone a bordo, tra loro anche donne e bambini, dopo le visite mediche e l’identificazione, potrebbero essere smistate in alcune strutture di accoglienza accreditate sul territorio, per un tempo massimo di due o tre giorni, in attesa delle indicazioni del Viminale, accolte in un unico centro più capiente, come la nuova struttura a disposizione della Prefettura nel quartiere di San Benigno o ancora potrebbero restare a bordo per tutta la durata dell’attracco. Quest’ultima soluzione sarebbe quella favorita dal Comune e condivisa anche con le altre autorità poiché quella con il più semplice monitoraggio e con il minore impatto sul territorio.

Sempre dal Viminale emerge che il ministro Salvini, in accordo col resto del governo, sta lavorando all’immediata ricollocazione degli immigrati in altri Paesi europei. L’obiettivo è che nessuno degli extracomunitari venga accolto a spese dei contribuenti italiani