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MOG, inizia la nuova vita del Mercato Orientale. Bucci: “Attrazione per turisti e genovesi”

Si lavora sulla rifiniture: presentato il nuovo allestimento dello spazio

Genova. Una piazza del gusto, per molto tempo dimenticata dai genovesi riporta il piano rialzato del Mercato Orientale ai fasti e alle glorie di un tempo.

Restyling mercato orientale

A 120 anni di distanza dall’inaugurazione il prossimo 7 maggio apre il MOG, un punto di ritrovo, circa 1200 metri quadri, all’interno del mercato, dove troveranno spazio 11 corner gastronomici orientati alla tradizione genovese dove troveranno spazio pesto, pizza, pasta fresca, gelato, carne e panini oltre all’enoteca, il bar e il ristorante da 45 posti, diretto dallo chef Daniele Rebosio, 23 anni, che ha lasciato il ristorante di Alain Ducasse sulla tour Eiffel di Parigi, per venire a Genova.

“Nell’anello che circonda il mercato ci sono 105 banchi storici che fanno vendita – spiega Marco Cambi, uno degli imprenditori impegnati nel rilancio – e noi abbiamo voluto integrare queste realtà con l’attività di somministrazione, come avviene in tutti i mercati mondiali. Avremo un bar centrale a cui saranno affiancati 11 corner che avranno prodotti diversi uno dall’altro, senza sovrapposizioni, tra i quali i panini gourmet inventati dallo chef Ivano Ricchebono.

L’orario sarà dalle 10 a mezzanotte e vorremmo tenere aperto 360 giorni per raggiungere i genovesi, ma anche i crocieristi e i turisti su cui Genova punta in maniera consistente”. A questo si aggiungeranno attività formative vistcheil MOG ospiterà la scuola di panificazione e la scuola di cucina dell’Accademia italiana chef di Empoli che la utilizzerà un giorno alla settimana, oltre a essere la sede del laboratorio del corso di operatore agro-alimentare che partirà a settembre, c’è annunciato dall’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo.

“I mercati da vivere tutta la giornata sono un punto di ritrovo fondamentale e devono diventare importanti anche a Genova, sono l’equivalente dei mall, i centri commerciali del futuro – spiega Marco Bucci, sottolineando la strategia di Palazzo Tursi per la valorizzazione di queste strutture che, come nelle altri citta europee, possono diventare punti di attrazione turistica – abbiamo il grande vantaggio di avere il mercato orientale in un punto strategico della città che ci consente di unire i percorsi tra il porto, il centro storico e quello commerciale, attraversando una parte importante della città, e lo sfrutteremo anche dal punto di vista turistico”.

L’esempio lanciato dagli operatori del Mercato Orientale, infatti, può essere seguito anche su altre realtà territoriali per creare una rete commerciale in gradi di attrarre turisti e genovesi. “Abbiamo oltre venti mercati rionali, alcuni non più competitivi – spiega – alcuni dobbiamo cercare di razionalizzarli, riutilizzando le aree anche per altre funzioni, poi serve avere alcuni mercati importanti che funzionino da attrazione per i flussi di turisti e genovesi. Devono essercene uno in Valpolcevera, in Val Bisagno, uno sul ponente e uno a levante – conclude Bucci – mantenendo l’Orientale come punto centrale”.