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L’Università di Genova lancia la campagna contro i libri sottolineati

Quelli presi in prestito in biblioteca, ovviamente

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Genova. L’Università di Genova ha presentato la campagna “se tu sottolinei io non leggo”, un insieme di azioni di comunicazione rivolte a studenti, docenti e, più in generale, a tutti gli utenti delle biblioteche, per informare su quanto sia importante e necessario non sottolineare i libri in un’ottica di accessibilità.

Non pasticciare i libri delle biblioteche è sicuramente una buona pratica di condivisione del bene pubblico ma evita, soprattutto, di creare una vera e propria barriera, perché sottolineare il testo con matite, penne o evidenziatori, un’abitudine piuttosto diffusa, impedisce ai software di sintesi vocale di leggere correttamente il documento ostacolando di fatto la lettura a persone non vedenti, ipovedenti e con dislessia che di questi strumenti si avvalgono.

Dal 20 al 25 maggio presso le Biblioteche di Ateneo, la Biblioteca Universitaria, le Biblioteche civiche Berio e De Amicis, il personale distribuirà agli utenti il materiale informativo della campagna.

È stato creato un apposito timbro che verrà applicato in quanti più volumi possibili per ricordare di non sottolineare i testi e per dare seguito all’iniziativa con un’azione permanente.
Aderiscono e collaborano a “se tu sottolinei io non leggo” l’Unione italiana ciechi e ipovedenti e l’Azienda mobilità e trasporti (AMT) che ospita il materiale informativo sui propri mezzi.

“Se tu sottolinei io non leggo” si inserisce nell’ambito del progetto europeo Risewise “Women with Disabilities in Social Engagement” (http://www.risewiseproject.eu) coordinato dall’Università di Genova. Risewise affronta ogni aspetto della disabilità attraverso un approccio olistico interdisciplinare, con lo scopo di cambiare le pratiche di inclusione sociale sul lavoro, nell’istruzione e in famiglia. Perché tra i tanti fattori che rendono difficile l’integrazione, la disabilità è quello trasversale più radicato e persistente.