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“L’altro spazio”, il viaggio negli entroterra d’Italia del regista genovese Pastonesi sbarcherà su Raiplay

Genova. Proiezione speciale oggi e domani al festival di Trento del film “L’altro spazio, viaggio nelle aree interne d’italia” del regista genovese Marcello Pastonesi, prodotto da Someone e Rai Cinema, il film racconta il viaggio dell’architetto Mario Cucinella, genovese anche lui, nelle aree interne d’Italia. Il film è stato proiettato durante tutta la durata della scorsa mostra biennale di Architettura a Venezia, nel Padiglione Italia. Questa è la prima proiezione italiana, che sarà seguita da un tour di proiezioni nei principali festival internazionali di cinema di architettura e design ed in ambito accademico. Il film sarà inserito nel catalogo Raiplay.

Il film. Una grande terra di mezzo, come un molo proteso nel Mediterraneo, dove la tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud si smaterializza, rivelandoci un Arcipelago, in cui le isole sono le aree interne dell’Italia, che come un molo avanzano nel Mediterraneo. Spazi, luoghi, aree, che non sono città metropolitana e non sono periferia, ma che rappresentano il 60% del paese.

In questi luoghi sono nate le arti, i mestieri, la conoscenza, che hanno dato vita alle città, con le loro architetture, le loro piazze, il nostro patrimonio culturale prima, l’industria manufatturiera poi. Tagliate fuori dalle reti di trasporto che connettono i grandi centri urbani, queste aree si sono spopolate e vivono spesso nell’abbandono. Cucinella parte da Venezia e attraversa alpi, appennino, isole. Lungo il viaggio incontra le persone che li abitano.

Un pastore che ancora fa la transumanza in Alta Murgia, la pittrice che racconta storie dipingendo murales sui muri delle case di Orgosolo, gli abitanti di Gibellina nuova, la città nata sulle macerie del terremoto del Belice, ricca di opere d’arte di un valore immenso, ma incompiute e abbandonate. Le aquile solitarie, fuggite dalle metropoli, che vengono da ogni parte del mondo e lavorano grazie alla banda larga del progetto visionario del Borgo Telematico di Colletta di CastelBianco e altri ancora.

Sostenibilità intesa come sostegno, aiuto, come un dovere civico, prendendo in prestito il significato dalla musica, dove Il sustain è la durata di una nota. Se l’ambiente in cui viviamo è una nota musicale, può l’architettura aiutarlo a durare nel tempo? Può l’architetto recuperare il suo ruolo di medico dei luoghi e aiutare le persone ad avere cura dell’ambiente cui abitano? A rilanciarli e portarli a nuova vita?