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La neve di maggio circonda Genova, ma a preoccupare è, soprattutto, il vento

Genova.  Da Prato della Cipolla, nella foto presente sul sito di Limet, al Rifugio Angola, con qualche spruzzata anche sui passi sopra Ceranesi e Campomorone, e alla Madonna della Guardia. È un risveglio insolito per questo mese di maggio che deve fare i conti con una massa d’aria di origine artica che, oltre ai temporali, ha portato neve, grandine e raffiche di vento che hanno superato anche i 100 km/h.

Il fenomeno più insolito per la stagione resta quello della neve che, nella nostra regione, ha fatto la sua comparsa sulle Alpi Liguri, nella dorsale del Beigua e nell’appennino centro-orientale, dove, spiega Limet nella sua analisi, i fiocchi si sono spinti fin verso gli 800-1000 metri di quota. A questo si aggiunge il crollo delle temperature in quota, con – 7 gradi al rifugio La Terza (2065 m), e – 4 gradi sul Monte Bue (1789 m). A Genova, inoltre, fino al 12 maggio è stata autorizzata l’accensione degli impianti termici fino a un massimo di 6 ore al giorno a regime normale, oltre 6 a regime attenuato.

Situazione differente a quote più basse dov’è le forti piogge e i temporali hanno creato diversi problemi. A causa di una frana nel comune di Ceranesi, infatti, la strada per Livellato è stata interrotta al transito veicolare a circa un chilometro dal bivio della provinciale per la Guardia. Sul posto sono presenti i mezzi della Città metropolitana per rimuovere i detriti. A Genova, a causa del vento molto forte, è scattato l’allarme dei sensori collocati su  ponte Morandi, che hanno comportato la chiusura al traffico di via Fillak.

Ecco l’analisi della situazione secondo Limet:

La massa d’aria di origine artica ha fatto il suo brusco ingresso sul nord-Italia e sulla Liguria favorendo la formazione di nuclei temporaleschi, specie sul settore centrale, la diminuzione delle temperature ed il rinforzo del vento. Nella prima parte della notte i primi “sbuffi” di aria fredda hanno dato origine a diversi nuclei temporaleschi tra il savonese orientale ed il genovese. Gli accumuli maggiori si sono registrati sul varazzino, dove si superano localmente i 60 mm di pioggia, e sulla città di Genova, dove molti quartieri hanno raggiunto i 40-50 mm.

Nel corso della notte nuovi nuclei si sono formati sul Tigullio, specie interno, e successivamente anche sull’estremo ponente, seppur meno intensi e più rapidi rispetto a quelli del settore. Nevicate deboli-moderate hanno interessato le Alpi Liguri, la dorsale del Beigua e l’appennino centro-orientale, dove i fiocchi si sono spinti fin verso gli 800-1000 metri di quota.

Il minimo depressionario, formatosi sul golfo di Genova, sta ora rapidamente scivolando verso sud-est inducendo un rinforzo dei venti settentrionali sul settore centrale e occidentale della regione. Allo sbocco delle vallate genovesi e savonesi le raffiche hanno superato gli 80-90 km/h e continueranno violente per tutta la giornata, prestare attenzione. Le temperature sono crollate in quota, dove troviamo ben – 7 gradi al rifugio La Terza (2065 m), e – 4 gradi sul Monte Bue (1789 m).

Anche nei fondovalle interni e sulla costa il calo termico è già percepibile e lo sarà in particolare nella mattinata di domani, quando l’indebolimento della ventilazione permetterà all’aria fredda di depositarsi al suolo.

Nel corso della mattinata qualche nucleo temporalesco localizzato potrà ancora formarsi sul settore centro-orientale, mentre continuerà a piovere e a nevicare sui versanti padani dell’appennino con quota neve in ulteriore calo. Nel pomeriggio i fenomeni tenderanno gradualmente ad esaurirsi, mentre il vento continuerà a soffiare con forza, ruotando da nord anche a levante, prima di un attenuazione in serata a partire dai lati della regione.