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Inchiesta Ponte Morandi, al via il secondo incidente probatorio: servirà a capire le cause del crollo

Sarà una sorta di processo in miniatura e l’esito potrebbe condizionare – come una prova vera e propria – la decisione dei giudici

Genova. Parte questa mattina l’udienza del secondo incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi e durante la quale si discuteranno i quesiti sulle cause che hanno portato al collasso della struttura.

I quesiti predisposti dalla procura sono oltre quaranta. Si parlerà della corrispondenza del viadotto al progetto originario, della possibilità di difetti di costruzione, di deterioramento legato agli anni, di manutenzione, informazione sullo stato del ponte e relativi controlli, insomma tutte le tematiche più calde e che, in concorso, possono aver determinato la tragedia.

Per capire quanto sarà importante questo secondo incidente probatorio, basti pensare che di fatto sarà una sorta di processo in miniatura e che l’esito potrebbe condizionare pesantemente – come una prova vera e propria – la decisione dei giudici alla fine del processo vero e proprio. I quesiti saranno discussi in contradditorio, tra le varie parti, con i relativi periti.

Sono 73 gli indagati per il crollo del viadotto: dirigenti e funzionari di Autostrade, della controllata Spea, del ministero delle Infrastrutture e del provveditorato alle Opere Pubbliche della Liguria. Resta in corso di svolgimento il primo incidente probatorio, che sta valutando le condizioni del ponte prima del crollo.