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Il fratello di una vittima del Morandi: “Troppi indagati rispetto ai morti, Autostrade ha creato un’organizzazione criminale”

Per Manuel Diaz, fratello di Henry, uno dei 43 morti del 14 agosto, la rabbia brucia ancora

Genova. Li aveva chiamati terroristi, oggi parla di organizzazione criminale. Per Manuel Diaz, fratello di Henry, una delle 43 vittime del crollo di ponte Morandi, la rabbia brucia ancora e, anche se il processo sul disastro non è ancora iniziato, ci sono dei colpevoli morali per quanto accaduto.

Diaz è tornato a palazzo di giustizia in occasione dell’avvio dell’udienza del secondo incidente probatorio, quello che dovrà fare luce proprio sulle cause del crollo. “La procura sta lavorando molto bene e quindi sono fiducioso – afferma il giovane – ma sono molto deluso per il fatto che il numero degli indagati è ormai così alto che il numero delle vittime sembra diminuito. Non so se la famiglia Benetton è riuscita a creare una sorta di organizzazione criminale o se sia una questione di mentalità”.

Sui tempi del processo, il fratello di Henry Diaz non ha troppe preoccupazioni: “Credo che si arriverà a una giustizia, quando non lo so, ma l’importante sarà ottenerla”. Henry Diaz aveva 34 ed era uno studente di ingegneria a Genova, molto attivo nel volontariato. Parte dei fondi arrivati alla famiglia in beneficienza sono stati girati ad associazioni che aiutano i bambini nel paesi in via di sviluppo.