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Genova ha di nuovo un museo di arte contemporanea, riapre villa Croce ma senza programma e curatore fotogallery

La grande novità è l'esposizione della ricca collezione permanente

Genova. Dopo oltre un anno di chiusura, legata sia a polemiche sulle vecchia modalità di gestione sia al totale ripensamento degli spazi e dell’illuminazione, ha riaperto oggi al pubblico il museo di arte contemporanea Villa Croce a Genova. Rispetto al passato, la novità principale, è l’esposizione della collezione permanente, un patrimonio di oltre 4000 opere raccolte in 30 anni di vita e che presenta una variegata quantità di artisti tra cui anche Lucio Fontana, Osvaldo Licini e Alberto Magnelli.

Villa Croce Museo Arte contemporanea

Inoltre, insieme alla riapertura, si è svolta anche l’inaugurazione dell’evento espositivo “Art Spaces”, curato dal Sandro Parmiggiani e sostenuta da Amiu e che vede 52 artisti italiani e stranieri misurarsi sul tema della denuclearizzazione, riutilizzando alcuni bidoni per il trasporto di scorie. A villa Croce riapre anche la biblioteca, che potrà essere utilizzata da studenti e non solo, nasce un laboratorio dedicato ai bambini, mentre l’Accademia ligustica di belle arti gestirà una project room per le creazioni dei giovani artisti.

Sul futuro del museo, che sarà aperto dal venerdì alla domenica, gratuitamente (mentre la biblioteca aprirà dal lunedì al venerdì) restano molte incognite. Ancora non esiste una programmazione di mostre, anche di calibro internazionale, né all’orizzonte è il ritorno di un curatore. L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso rassicura: “Esiste un progetto a lungo termine per Villa Croce, da oggi ai prossimi anni, al quale stiamo lavorando, naturalmente ci sarà la necessità di nominare un curatore che dovrà pensare come riempire questi spazi di eventi e opere, ma stiamo ancora ragionando su come dovrà essere scelto”.

Nei giorni scorsi, l’ex assessore Elisa Serafini, aveva scritto un lungo post per difendere il percorso che ha portato a questa riapertura, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, parlando di un museo “per anni ostaggio dei collezionisti operatori dell’arte che hanno indirizzato l’istituzione verso un uso più privato che pubblico”. Serafini si era detta sempre dispiaciuta che sia stato scelto di esonerare la startup che aveva vinto il bando di gestione dell’ente, co-finanziato dalla Fondazione Garrone, e che “in questi tre anni ha lavorato proprio perché venisse ripristinata la collezione permanente nel Museo, e venisse ristabilita una nuova governance”.

In occasione della riapertura nelle sale del museo un concerto di musica classica: il violoncellista Roberto Trainini eseguirà brani di Paganini, Bach e Hindemit.

Orari. Il museo sarà aperto, gratuitamente, nei giorni di venerdì (14-18), sabato e domenica (dalle 10 alle 18). La biblioteca dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18. I laboratori didattici possono avvenire su prenotazione alla mail psacchetti@comune.genova.it