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Gambino, il consigliere schierato a tutte le commemorazioni di estrema destra: “Non dico presente, non sono fascista”

Ma per lui "è giusto commemorare il sangue dei vinti" e "la Costituzione contiene un articolo liberticida"

Genova. Quarant’anni, assicuratore, il consigliere delegato alla protezione civile del Comune di Genova Antonino Sergio Gambino (eletto a Tursi in quota Fratelli D’Italia) è il politico genovese tra i rappresentanti istituzionali considerato più vicino all’estrema destra: l’anno scorso fece scoppiare un caso politico la sua partecipazione con fascia tricolore alla commemorazione dei caduti dell’Rsi al cimitero di Staglieno. Da allora, ovviamente, va solo in veste di privato cittadino, ma di commemorazione non ne perde una. Era anche – unico politico “istituzionale” – insieme ai militanti di estrema destra alla commemorazione della targa del missino Ugo Venturini sabato scorso, in posizione lievemente defilata ma presente, con un maglione rosso sotto il gilet che spiccava nel quadro “nero” dei neofascisti che per tre volte urlando presente, hanno fatto il cosiddetto “saluto del legionario”, con il pugno destro sul cuore, che spesso precede il saluto romano che però a Genova non è stato fatto.

Lei però ‘presente’ non l’ha detto…
Non l’ho detto perché quello è un rituale fascista. Io ero lì per una preghiera.

Lei non si ritiene fascista?
Io non sono fascista perché non provengo da quella cultura: il mio primo interesse per la politica fu a diciassette anni, quando mi piacevano le idee di Berlusconi, poi ho conosciuto Fini e sono entrato in Alleanza nazionale, ma ritengo che italiani morti perché ritenevano giusto morire pur di difendere la patria vadano onorati perché spesso di tratta di ragazzi di 17-18 anni che indottrinati da vent’anni di regime, credevano di dover combattere perché se avessimo perso la guerra saremmo finiti in mano ai comunisti. Alla stessa maniera io voglio ricordare i partigiani che hanno combattuto contro la dittatura nazi-fascista.

Il 25 aprile però in piazza non c’era…
Perché ne hanno fatto una festa di parte. Io vorrei che diventasse una festa dove nasce la Repubblica. Concordo con Casapound che ha criticato Toti e Bucci non perché sono andati alla Festa del 25 aprile ma perché non hanno ricordato anche il sangue dei vinti.

Ma che senso avrebbe? E’ la festa di Liberazione dal nazi-fascismo…
Ok, allora troviamo un’altra data per una festa di pacificazione nazionale visto che quella fu una guerra civile. Io non vado a commemorare i fascisti che facevano deportare gli ebrei ma quelli che sono morti per quello che per loro era un ideale. Allo stesso modo io vorrei commemorare i partigiani ma escludere quelli che a guerra finita hanno cercato di fare pulizia etnica tra quelli che di un fascista erano solo parenti o di chi a un fascista aveva magari dato da mangiare. Ora visto che ci viene chiesto di commemorare tutti i partigiani senza distinzione allora vado anche a commemorare i caduti della Rsi senza distinzione. In alternativa commemoriamo da entrambe le parti solo chi non si è macchiato di crimini di guerra. Per esempio Almirante salvò una famiglia ebrea e mai si è macchiato di crimini di guerra eppure è impossibile intitolargli una strada perché si sollevano gli antifascisti che dicono che una strada a un fascista non si può intitolare. Eppure Almirante ha avuto un ruolo storico importante perché nell’Msi ha imbrigliato una destra che veniva fuori dal fascismo.

Ora invece è un liberi tutti di movimenti neofascisti…
Questo perché si continua a criminalizzare tutta l’area della destra, da Fratelli d’Italia alla Lega definendo tutti “fascisti”. E se continui a criminalizzare tutta un’area chi si trova in questi cespugli si sente in diritto di essere ancora più estremista. Il problema di fondo secondo me è che la Costituzione è stata scritta male.

Cioè, in che senso?
Un paese che prevede come reato un reato d’opinione secondo me rispetto alle libertà è indietro rispetto ad altri. Poi nella Costituzione c’è scritto che è vietata la ricostituzione del partito fascista mentre secondo me avrebbero dovuto scrivere che è vietata la costituzione di qualsiasi associazione che nelle idee o nell’agire violi le libertà degli altri. In pratica hanno fondato la Costituzione italiana che doveva essere l’emblema della liberazione dal nazi-fascismo e quindi l’emblema della libertà inserendo un articolo liberticida.

Non ritiene inopportuna la sua frequentazione con militanti di Lealtà Azione, che soprattutto nel milanese dove sono più forti, è formata da persone pregiudicate per reati violenti a sfondo politico?
Io dei milanesi non conosco nessuno. Conosco Giacomo Traverso e quando scrisse quel post contro gli ebrei lo stesso giorno feci un post dicendo “l’antisemitismo fa schifo”. Poi non credo che Traverso sia un antisemita e non ha mai commesso reati: se li commetterà lo prenderò a calci nel sedere. E poi allora perché la sinistra va a braccetto con gli ex terroristi delle brigate rosse? O con i centri sociali che si rendono protagonisti di continui vandalismi e per di più sono abusivi? E comunque non lo faccio per i voti perché Lealtà Azione non vota Fratelli d’Italia.

I centri sociali da chiudere, tanto per cambiare…
Io non sono per chiudere i centri sociali, ma sono contro le occupazioni abusive: i centri sociali devono costituirsi in associazioni e chiedere degli spazi dove poter manifestare le loro idee. Per me non devono essere chiusi, ma regolarizzati

Lei dice di non essere razzista, ma il suo partito dice “prima gli italiani”…
Io sono per una corretta integrazione perché è normale che un ragazzo che attraversa il deserto, passa dalla Libia dove finisce in carcere e poi attraversa il mare rischiando di morire arrivi qui con delle aspettative e se non riesce a soddisfare dei bisogni cerca un modo per mettere insieme un po’ di soldi. Il problema è che c’è stata una gestione incontrollata dei flussi.

Ora però i migranti vengono rispediti in Libia dove vengono torturati
Il problema è che si riversano tutti sulle coste libiche perché qualcuno gli ha spiegato che da lì sarebbero stati facilmente recuperati e portati in Italia. E poi non sono sono stati fatti entrare in troppi ma anche in modo sbagliato perché se fai entrare 10 singoli devi trovare 10 posti di lavoro, se per esempio fai entrare due nuclei famigliari di 5 persone entra lo stesso numero ma magari con due posti di lavoro ha messo a posto due famiglie.

Come giudica la vicenda di Casal Bruciato?
Lì è l’esasperazione che fa sbagliare chi protesta perché se la famiglia ha fatto una regolare richiesta e non c’è stato nessun favoritismo da parte dell’amministrazione comunale l’assegnazione è corretta, ma io sono a conoscenza di situazioni anche qui di gente che vive in una casa popolare e che si trova come vicini di casa famiglie rom e si trova in difficoltà per la maleducazione di queste persone. Io sono sposato con una donna rumena, questo per dire che non è una questione di pregiudizio razziale ma di buon senso e di critica alla cattiva gestione dei fenomeni.