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Furti di beni culturali dimezzati nel 2018. L’attività dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio

Il bilancio di un anno di attività investigativa

Genova. Nel 2018 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Genova hanno impresso maggiore impulso all’attività preventiva, incrementando, rispetto all’anno precedente, i controlli e la vigilanza in particolare alle aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali (+30%), nonché ad esercizi antiquariali (+143 %) dell’intera regione.

Quasi 3000 sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC di Roma: si tratta, principalmente, di opere d’arte poste in vendita da privati attraverso case d’aste o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico. Sul piano repressivo, i Carabinieri del TPC ligure hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 44 persone (+69% rispetto al 2017), responsabili di aver violato le norme del codice penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale: nella maggior parte dei casi si tratta di reati contro il paesaggio (17 denunciati), illecita detenzione di reperti archeologici, contraffazione di dipinti e ricettazione di opere rubate.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare/sequestrare 211 beni, di cui 156 reperti archeologici e 16 opere d’arte contraffatte, per un valore complessivo stimato in circa € 850.000. L’incessante impegno profuso dai militari del Nucleo TPC di Genova, validamente supportato dall’Arma territoriale e dagli altri reparti speciali dei Carabinieri, ha permesso di esprimere una efficace e coordinata azione preventiva sull’intera regione, che ha concorso a dimezzare i furti di beni culturali.

Anche nello scorso anno, però, il numero di furti in danno di luoghi di culto è stato numericamente maggiore rispetto a quelli perpetrati negli altri luoghi di cultura: sono 4, infatti, gli eventi denunciati sui 7 furti totali.

Tra le operazioni di servizio più significative concluse lo scorso anno, si segnalano: il recupero in Belgio e la restituzione alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino di 3 pagine di cronaca francese con vignetta miniata su pergamena, strappate da ignoto malfattore 39 anni fa da un manoscritto membranaceo risalente agli inizi del XVI secolo, custodito all’interno della Biblioteca torinese. Giova precisare che di tale manoscritto ne esistono solo due esemplari al mondo: quello di Torino, mentre l’altro è conservato presso la Bibliotheque de Geneve.

Si segnala anche il recupero presso un commerciante toscano di 2 manoscritti del 1600, rubati in epoca sconosciuta: uno alla Congregazione di San Carlo Borromeo di Napoli, l’altro dalla Chiesa prioria di San Martino a Terenzano in Val d’Arno, nel piviere di Remola. Sono in corso le procedure di riconsegna dei beni rispettivamente alle Arcidiocesi di Napoli e Firenze.

Durante il 2018 è stato anche formalizzato il sequestro di un dipinto, olio su tela, realizzato dal maestro Arnaldo Ferraguti, rubato in un’abitazione a Roma nel giugno 1994, in vendita presso una casa d’aste genovese.