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Dogane, sindacati contro Rixi, servono più investimenti e non meno diritti

Genova.  “Il 90% delle dichiarazioni doganali che vengono effettuate nel Porto di Genova sono svincolate in tempo reale per effetto dell’analisi automatica effettuata dal sistema informatizzato di controllo dell’Agenzia delle Dogane e solo  il 10% delle dichiarazioni presentate è sottoposta a un livello di controllo documentale o fisico delle merci. I controlli pertanto sono così  mirati, non invasivi e tengono anche conto delle rotte cosiddette a rischio”.

Partono dai numeri i sindacati dei lavoratori delle agende delle dogane per ribattere alle parole del Viceministro, Edoardo Rixi che in un’intervista, in merito all’allarme lanciato dalle categorie del Porto sui ritardi nella consegna della merce in arrivo o in partenza da Genova, ha messo in discussione i Contratti del pubblico impiego, perché “permetterebbero ai lavoratori doganali di poter usufruire delle ferie e quindi di assentarsi dall’Ufficio durante le festività pasquali o a cavallo di eventuali ponti settimanali”.

“Una circostanza che non trova alcun  riscontro – spiegano i sindacati – in quanto tutte le ferie sono sempre state programmate in funzione della garanzia dei servizi”. In una nota, quindi, i rappresentanti di Fp CGIL Cisl FP UIL PA  Confsal/UNSA  FLP parlano di “dichiarazioni propagandistiche che hanno poco a che fare con l’analisi dei problemi e la  ricerca delle  soluzioni necessarie a far funzionare il servizio pubblico”.

I lavoratori sottolineano che: “Non è la diminuzione dei diritti contrattuali a risolvere i problemi ma solo un reale investimento sulle risorse umane e strumentali  può rilanciare il  Porto di Genova affinché possa raggiungere  risultati di eccellenza al pari di altri Porti europei.Basta con l’ambiguità di questo Governo  che da una parte taglia sul pubblico impiegoe dall’altra pretende maggiori prestazioni e raggiungimento di obbiettivi elevati.

Da tempo oramai gli obbiettivi produttivi sono sempre più sfidanti e il salario accessorio collegato si abbassa di anno in anno.Le parole d’ordine sono: assumere, investire ed incentivare”.

Su questi temi i sindacati sfidano il Viceministro Rixi, “che dovrebbe conoscere bene questo territorio, a dare risposte concrete ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Agenzia delle Dogane di Genova con gli atti del Governo che lui rappresenta e non con dichiarazioni infondate e offensive nei confronti di lavoratori pubblici, che da troppi anni sopperiscono con dedizione alla mancanza di investimenti e di personale, subendo attacchi inappropriati e non rispondenti alla realtà”.