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Demolizione ponte Morandi, si studia sulla demolizione con esplosivo ma l’impalcato tra le pile 10 e 11 sarà tagliato e calato a terra

Così come avvenuto, d'altronde, per le altre travi gerber. Si utilizzeranno, per dare stabilità al moncone, le torri di supporto

Genova. Come previsto non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla modalità con cui saranno abbattute le pile 10 e 11 del moncone est di ponte Morandi. E’ stata interlocutoria e quindi aggiornata la riunione avvenuta oggi nel palazzo comunale del Matitone tra struttura commissariale, aziende demolitrici, Asl, Arpal e Rina nel ruolo di project manager. Si è trattato di un incontro tecnico.

Il sindaco e commissario Marco Bucci, che da domani sarà impegnato in una missione istituzionale negli Stati Uniti, non era presente. Asl e Arpal, gli enti a cui spetta il compito di verificare la conformità del progetto di demolizione in tema di ambiente e salute, hanno ascoltato il piano dei demolitori.

Al momento l’opzione preferenziale è quella di utilizzare l’esplosivo, come ha spiegato più volte il sindaco, sia per i dati rassicuranti sulla concentrazione di amianto sia per i rischi troppo alti per chi dovrebbe lavorare sull’impalcato in caso di smontaggio meccanico.

Il tampone 11, tra la pila 10 e la 11 sarà invece tagliato e calato a terra meccanicamente, con l’uso di strand jack, così come avvenuto per le travi gerber sul versante ovest del Morandi. Lo si legge sull’agenda di cantiere pubblicata dalla struttura commissariale. In settimana saranno realizzate le opere propedeutiche all’installazione dei martinetti idraulici chiamati appunto strand jack. In supporto al moncone est saranno utilizzate sei torri di supporto già montate.