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Comizio di Casapound in piazza Marsala, Genova antifascista scrive a Bucci: “Rispetti la mozione approvata dal consiglio”

"Nessuno spazio a chi non rispetta i valori della Costituzione, sindaco vada a vedere cosa scrivono leader e militanti di CPi"

Genova. Una lunga lettera dal tono evidentemente ironico in cui tuttavia viene ricordato perché il Comune di Genova se vuole far rispettare la mozione approvata a gennaio dell’anno scorso in cui si impegnano il sindaco e la giunta a non concedere spazi a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, non può concedere piazza Marsala per il comizio di chiusura elettorale delle elezioni europee a Casapound, previsto giovedì 23 alle 18. E Se lo farà, vale a dire se Tursi non farà un passo indietro rispetto alla decisione di trattare Casapound alla stregua di qualsiasi altro partito, ci sarà – come già annunciato da Anpi e Cgil – una nuova mobilitazione di piazza.

Ecco per intero la lettera:

Caro Sindaco Bucci,

come sta? Tutto bene?

È da un po’ che non la vediamo, se non erriamo le ultime volte che ci siamo incontrati di sfuggita eravamo alla Benedicta ed alle celebrazioni del 25 aprile. Eravamo certi di incontrarla anche il 4 maggio a manifestare contro il raduno dei camerati e di leggere qualche dichiarazione sua e dell’assessore Garassino sulla forte situazione di disagio che si è venuta a creare in Via Galata: topi che escono dalle fogne in una città che tenta di rilanciarsi nel turismo non sono di certo un bel biglietto da visita.

Sappiamo che Lei è un gran lavoratore, un ottimo amministratore ma soprattutto un sincero antifascista e, come di certo Lei saprà, non è mai stata rispettata a Genova una mozione approvata con seduta in consiglio comunale il 23 gennaio 2018, la quale IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a non concedere spazi o suoli pubblici a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione e quanto stabilito dalle leggi statali e regionali, dallo Statuto e dal Regolamento del Comune di Genova, professando e/o praticando comportamenti fascisti, violenti, sovversivi o finalizzati a terrorismo o eversione dell’ordine democratico, integralisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti.

Non sappiamo come Lei definisca Casapound ed i suoi militanti, di solito sorvola su queste domande e probabilmente i suoi numerosi impegni non le permettono di dedicare un po’ del suo tempo a capire chi sono questi personaggi ed a quale dottrina si rifanno. Per questo con questa nostra lettera abbiamo deciso di aiutarla a capire meglio chi sono questi personaggi.

Simone Di Stefano, il segretario di Casapound, nel 2015 rispondeva così ad un’intervista di Alessandro Trocino per il Corriere della Sera: Lei è fascista? «Certo. Siamo gli eredi della tradizione che dopo Rsi e Msi è stata interrotta da An». Nel 2017 sempre Di Stefano in un’intervista rilasciata a Libero rispondeva così quando gli chiedevano se si considerano con orgoglio ancora fascisti, spiegava: “Certo, siamo orgogliosi di rappresentare il fascismo sociale. Il fascismo ha unito l’Italia, ha costruito una patria, ha dato assistenza sociale e diritti ai lavoratori, ha realizzato grandi opere. Nello spirito continuiamo ad essere fascisti anche se siamo nel terzo millennio e il potere lo dobbiamo ottenere solo grazie al consenso popolare”.
Non le stiamo ad elencare tutte le dichiarazioni fatte sull’orgoglio di essere fascista da Di Stefano e Iannone, le basta fare una breve ricerca su Google per capire meglio chi sono questi tizi. Sono gli stessi che aggredirono e picchiarono una militante del PCL, gli stessi che accoltellarono un ragazzo alla schiena che attacchinava manifesti e gli stessi che diedero una bottigliata in faccia ad un giovane mostrando una foto di Hitler. Dando un’occhiata anche a ciò che scrivono e pubblicano nelle loro pagine Facebook i sostenitori genovesi di CP troverà sigle come 14 88, saluti romani, fasci littori, citazioni del ventennio, non le servirà molto tempo per capire, qualora già non lo sapesse, a chi sta concedendo l’utilizzo del suolo pubblico contro la mozione da Lei stessa firmata insieme ad altri 34 consiglieri.

Siamo certi di esserle stati d’aiuto e sicuri che una persona efficiente, pratica e con un forte attaccamento ai valori dell’antifascismo come Lei già nella giornata di domani troverà un rimedio a questo spiacevole pasticcio che infanga la gloriosa storia della nostra città.

Qualora qualsiasi urgenza le impedisca di assumersi le sue responsabilità e di onorare la città che governa e i suoi martiri per la libertà non deve preoccuparsi, perché i cittadini di Genova, come sempre hanno fatto quando Lei è stato troppo impegnato per prendere una posizione contro questi rigurgiti fascisti, saranno pronti e determinati a scendere nelle strade.

GENOVA ANTIFASCISTA