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Carige, il fondo interbancario nodo per l’intervento di sistema. Oggi riunione a Roma

Non solo i commissari, ma anche il mondo politico, cercano di evitare in ogni modo l'ipotesi della nazionalizzazione

Genova. Oggi il consiglio di gestione straordinario del fondo interbancario di tutela dei depositi, convocato a Roma, farà il punto della situazione sull’operazione Carige. Dopo aver già “salvato” Carige sottoscrivendo 318 milioni di prestito subordinato per consentirle di rientrare nei parametri patrimoniali richiesti dalla Bce, l’azione del fondo potrebbe essere questa volta dirimente, definitiva.

Il Fitd sarebbe infatti il soggetto principale di un cosiddetto “intervento di sistema”, nel caso una soluzione di mercato – ovvero l’esistenza di altri candidati all’aggregazione oltre all’ormai ritirato Blackrock – non posse possibile. Si è parlato, sì, di due o tre nomi, tra cui Warburg Pincus e Apollo, già in passato legato a Carige per la cessione del ramo assicurativo, ma bisognerebbe che questi soggetti vedessero in Carige opportunità che Blackrock non ha visto. Il fondo interbancario, insieme al primo azionista, Malacalza Investimenti, potrebbero picchettare, come garanzia, il gruppo di investitori e creare una nuova alleanza per arrivare comunque all’aumento di capitale di 600, 700 milioni entro fine anno.

D’altronde la nazionalizzazione non è un tabù, ma quasi. L’intervento dello Stato attraverso la ricapitalizzazione precauzionale avrebbe un costo di oltre 1 miliardo: una cifra che, sotto campagna elettorale per le Europee e non solo, specialmente se applicata al salvataggio di una banca, rimbomba in maniera ancora più fragorosa.

Oggi quindi la riunione del consiglio di Fitd. Domani in programma anche l’assemblea che avrebbe dovuto dare il via libera per la conversione del bond di Carige. Nel piano concordato con Blackrock avrebbe portato lo schema a detenere il 43% della banca ma poi, come è noto, è saltato tutto.