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Risarcimenti alluvione 2011, ultimatum degli avvocati: “Se non arrivano faremo causa al Comune”

I legali: "Le parti civili saranno costrette ad agire giudizialmente con ulteriore aggravio per le casse pubbliche"

Genova. Problemi con le coperture assicurative della pubblica amministrazione, cifre che non soddisfano affatto i familiari delle vittime dell’alluvione 2011, fatto che sta che, nonostante il sindaco Marco Bucci, già in campagna elettorale avesse assicurato che i risarcimenti sarebbero arrivati a breve, così non è stato. O meglio, una prima tranche di provvisionali – 4,5 milioni – era stata versata, ma il resto è caduto nell’oblio. Nel dicembre scorso si è riaperta una trattativa tra i legali di palazzo Tursi e quelli delle famiglie. Che oggi ribadiscono il concetto con una nota.

“A un mese dalla sentenza che ha condannato il sindaco Vincenzi e tutti i responsabili della protezione civile il Comune di Genova mantiene il suo assordante silenzio circa i risarcimenti – si legge nella nota degli avvocati di parte civile nel processo sull’alluvione 2011 – Le parti civili saranno costrette ad agire giudizialmente con ulteriore aggravio per le casse pubbliche. Una situazione sorprendente dopo la disponibilità “a parole” di “Bucci e della sua amministrazione. Aspettavano la sentenza temendo la Corte dei Conti ora dovranno spiegare le parecchie decine di migliaia di euro che pagheranno per le ulteriori spese legali che dovranno sostenere”.

E quindi l’ipotesi più probabile è quella dell’apertura di un nuovo procedimento giudiziario, aggiuntivo a quello sull’accertamento delle responsabilità. Si tratterebbe di un’azione legale in sede civile, ovviamente, nei confronti del Comune e della società assicurativa del Comune. Anzi, ex. Visto che proprio sulla base di questa vicenda il contratto è stato rescisso. Peraltro la società assicurativa ha stabilito che ogni versamento sarà comunque valutato dopo il deposito delle motivazioni della sentenza della Cassazione dell’aprile scorso.

La sentenza. Nell’aprile scorso la cassazione ha deciso che un nuovo processo di appello dovrà rideterminare le pene per l’ex sindaco Marta Vincenzi e per gli altri imputati del processo per l’alluvione del 4 novembre 2011 in cui morirono nell’esondazione del torrente Fereggiano 6 donne di cui due bambine. Cade infatti una delle due accuse di falso, quella sul verbale con l’orario modificato, resta quella sulla presenza del volontario sul torrente e soprattutto le accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo su cui tuttavia le pene dovranno essere rideterminate in quanto, dopo la caduta di una delle accuse di falso, occorre rideterminare l’elemento soggettivo rispetto ai colposi.