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“Allora è vero che lei preferisce gli immigrati ai suoi parrocchiani”: la telefonata agghiacciante dell’impresario delle pompe funebri a don Martino

Don Giacomo aveva chiesto semplicemente di anticipare l'orario della funzione a causa di altri precedenti impegni

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Genova. Gli insulti pesanti nei commenti a un post sulla pagina Facebook di un gruppo neofascista, lui che non solo non sporge querela ma dice e ribadisce di essere disposto come sempre all’incontro e al dialogo. Poi la marea di solidarietà nei confronti di don Giacomo Martino, il prete dell’accoglienza, che gestisce con serietà e passione la prima accoglienza dei richiedenti asilo per conto della Curia.

Oggi però, è un altro giorno e dopo una giornata convulsa di notizie e reazioni succede un fatto che lascia quantomeno perplessi. Una semplice telefonata per fissare un funerale nel quartiere della parrocchia di San Tommaso a Oregina di cui Don Giacomo è parroco.

“Buongiorno, domani dovremmo celebrare un funerale alle 11.45” dice al telefono un uomo che si presenta come titolare di una ditta di pompe funebri. Don Giacomo, che oltre a fare il parroco ha moltissimi altri impegni risponde come sempre gentile: “Guardi domani sono impegnatissimo, potrei celebrare il funerale ma solo alle 8.30”. La replica è piuttosto agghiacciante: “Ah allora è vero che lei si occupa prima degli immigrati che dei suoi parrocchiani”. Don Giacomo sceglie di non ribattere e chiude la telefonata, ma è evidente come certi post e certi commenti non facciano altro che alimentare un clima di odio.

Sul fronte del Cas di villa Ines intanto oggi, forse nel giorno meno opportuno di tutti visto quanto accaduto ieri, il consigliere di municipio di Fratelli d’Italia Vincenzo Apicella ha presentato una mozione in cui si chiede l’impegno del sindaco per chiedere alla Questura un rafforzamento dei controlli nella zona di villa Ines da parte della polizia, una vigilanza sui mezzi pubblici, una vigilanza h24 da parte degli stessi operatori del Cas “rivedendo per renderli più restrittivi gli orari di uscita degli ospiti in particolare nelle ore serali notturne”. In ultimo la mozione chiede l’installazione di telecamere diffuse.
“Non sono mica detenuti” ricorda tuttavia don Giacomo che fra l’altro in passato era stato criticato dai no border proprio per la rigidità nella gestione di orari di entrata e uscita e pasti dei richiedenti asilo.

Proprio oggi intanto a Tursi – scegliendo anche qui il giorno perfetto per tenere un clima prudente, su proposta del gruppo della Lega il Comune ha votato un ordine del giorno sull’installazione di telecamere a Struppa nella zona di villa Ines. Contrari il Pd e le opposizioni.