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Test anti alcol in Fincantieri, la querelle continua: attacco in latino dall’Rsu. Garassino: “Mi riferivo ai subappalti”

E stamani il sindaco Marco Bucci era in visita allo stabilimento di Sestri Ponente per il 25 aprile

Genova. Non è finito il botta e risposta a distanza tra i sindacati e l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Garassino che durante l’ultima seduta del consiglio comunale ha lanciato l’idea di test anti alcol tra gli operai di Fincantieri per arginare alcuni presunti fenomeni di degrado durante le pause pranzo nella zona di Sestri Ponente, il quartiere dove si trova lo stabilimento. Dopo l’intervento del segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro che, tra le altre cose, aveva suggerito a Garassino di sottoporsi egli stesso all’etilometro, oggi una breve nota dell’rsu Fincantieri, con una citazione latina nota per essere una delle frasi più citate nel film “Pane, amore e…” di Dino Risi: “Deus dementat, quos vult perdere”, si legge, ovvero: “A quelli che vuole mandare in rovina Dio prima toglie la ragione”. Nell’attacco si parla anche di “insulto ai lavoratori del cantiere navale di Sestri Ponente che, con fatica e sudore, costruiscono le navi più belle del mondo. Non si possono scaricare responsabilità proprie delle istituzioni competenti. Forse l’assessore, o il consigliere comunale che ha sollevato la questione, vorrebbero solo megayacht a Sestri Ponente invece di industria?”.

Quindi l’attacco è in parte anche nei confronti di Fabio Ceraudo (M5S), consigliere comunale che ha portato all’attenzione dell’aula la notizia di una raccolta firme con 1200 adesioni di cittadini e commercianti sestresi contro i fenomeni di degrado nel quartiere.

Oggi l’assessore leghista Stefano Garassino è tornato sulla questione ribadendo che non c’era ironia nelle sue parole ma neppure la volontà di offendere gli operai Fincantieri. Piuttosto, “ha aggiustato il tiro”: “Massima stima per gli operai di un’azienda che dà tale lustro alla nostra città, ma non possiamo tollerare certe situazioni borderline, ad ogni modo il nostro invito non era a tutti i dipendenti ma in particolar modo a quelli delle aziende dell’indotto, in subappalto, molti dei quali rumeni e dal est Europa, che non mangiano in mensa ma in alcuni casi bevono una birra dopo l’altra nelle piazze vicino allo stabilimento”. Secondo Garassino che aggiunge: “La componente italiana dei lavoratori non ha mai fatto segnalare problemi”, maggiori controlli sarebbero a tutela degli stessi lavoratori.

Il sindaco di Genova Marco Bucci, che stamani era nello stabilimento Fincantieri per l’annuale cerimonia del 25 aprile, ha preferito non commentare la polemica chiarendo che “se ci sono dei problemi fuori dal cantiere bisogna risolverli, potremmo far scattare un’ordinanza ma bisogna prima valutare molti aspetti”.

Sul caso è intervenuto anche Potere al Popolo Genova. “La sicurezza che vogliamo non è quella di non incontrare operai in pausa pranzo con un panino o una birra, ma è quella sul lavoro, prima di tutto la sicurezza di averne uno”, si legge in un comunicato. “La nostra sicurezza non è quella di Garassino, vogliamo la sicurezza di poterci curare, di avere una adeguata assistenza sociale,di poter studiare, di poter avere spazi di aggregazione, cultura e intrattenimento, vogliamo la sicurezza di poterci muovere senza che i ponti crollino perché i vostri amici ci speculano sopra, vogliamo il pane e anche le birrette”.