Il caso

Scandalo diamanti, indignati i dipendenti Bpm: “Noi in buona fede, manifesteremo con i clienti”

Si sono già riuniti in tre assemblee e hanno dato mandato ai sindacati di mettere in atto una mobilitazione pubblica

Genova. Lo scandalo legato alla commercializzazione dei diamanti da investimento ha coinvolto i 4 principali gruppi bancari del nostro Paese (Banca Intesa, Unicredit, Mps e Banco Bpm). Di queste aziende soltanto Banco Bpm non si è ancora reso disponibile all’integrale rimborso delle somme investite dai propri clienti. Questa situazione ha duramente colpito l’immagine della banca e dei lavoratori.

“Anche rispetto al fallimento di IDB, la società che vendeva i diamanti, la Banca non ha dato supporto ai clienti che devono recuperare la pietra in deposito presso la società fallita – dicono i dipendenti di Banco Bpm attraverso un comunicato sindacale – i lavoratori sono stati quindi lasciati soli dall’azienda a gestire una tensione insostenibile con la clientela, che giustamente rivendica i propri diritti”.

I dipendenti di Banco Bpm, che hanno nel tempo ricevuto le stesse informazioni e indicazioni che sono state poi trasferite ai clienti, rivendicato la buona fede, confermata anche dal fatto che spesso i diamanti sono stati acquistati dai lavoratori stessi, da familiari e conoscenti.

L’impegno al ricollocamento dei diamanti da parte di IDB è di fatto venuto meno a seguito del servizio giornalistico della trasmissione “Report” che per primo ha fatto luce sul reale valore delle pietre. Tutto ciò avrebbe potuto essere evitato con una semplice e doverosa verifica sul contenuto dell’offerta di IDB da parte della Banca.

“I Lavoratori di Banco Bpm, sono profondamente indignati per essere stati inconsapevolmente coinvolti dall’azienda in uno scandalo che rischia di provocare pesanti danni economici ai risparmiatori – si legge nella nota – anche al fine di tutelare la propria immagine ed onorabilità, i dipendenti della Liguria, riuniti per adesso in 3 assemblee con non meno di 200 partecipanti vogliono che l’azienda rimborsi integralmente tutti gli investitori coinvolti”.

Sarà indetta una prima mobilitazione, supportata anche da una manifestazione pubblica, alla quale sarà invitata la clientela coinvolta, per sostenere con forza che la banca si assuma le proprie responsabilità, anche economiche, rispetto a quanto accaduto.