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Processo alluvione 2011, l’Unione dei Comuni: “Sindaci come Marta Vincenzi come parafulmini, servono tutele”

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Roma. “La condanna, anche se da rivedere, per Marta Vincenzi apre scenari molto complessi e ritengo per certi versi pericolosi nel definire le responsabilità dei Sindaci. I loro adempimenti in caso di allerta sono molti, delicati, difficili. Come a Viareggio e Civita, la magistratura indaga sul Sindaco, apre fascicoli con presunti reati anche molto gravi in caso di errore. Il Sindaco si ritrova vita rovinata e impegno politico al capolinea”, lo afferma Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, unione dei comuni e delle comunità montane italiani.

“Oltre alle ingenti spese che paga di tasca propria per processi e avvocati – aggiunge Bussone – In merito, ho chiesto al Capo della Protezione civile di individuare insieme delle soluzioni per sottrarre i Sindaci da eccessivi rischi legati a decisioni e a soluzioni da prendere per la collettività in caso di allarme, in particolare con allerta gialla. Ne parleremo martedì 16 aprile a Paestum. Serve una nuova cultura della Protezione civile diffusa tra i cittadini, che devono conoscere i piani comunali con le basilari regole”.

“Il sistema It-Alert per le comunicazioni tramite messaggi sul telefoni è decisivo – conclude – Una cosa è certa. I Sindaci non possono essere terminale ultimo dello Stato, bersaglio debole, sotto attacco, così importanti e così a rischio. La giustizia fa il suo corso e le sentenze si rispettano sempre, ma Marta Vincenzi non deve spianare la strada a chi vuole nei Sindaci il soggetto responsabile sempre e comunque, che paga per tutti, parafulmine e capro espiatorio in ogni occasione”.