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Porto, si ferma crescita introiti tasse. Calo del 67% dopo crollo Morandi. L’analisi di Signorini

Il 2018 sconta la tragedia del ponte, ma il sistema Genova Savona-Vado ha retto

Genova. Il crollo del ponte Morandi ha inciso su un minor aumento della tasse portuali nello scalo di Genova del 67% rispetto a quanto lasciavano presagire i primi sette mesi dell’anno.

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E’ il dato messo nero su bianco dal presidente dell’autorità di sistema, Paolo Emilio Signorini, nel corso di una conferenza stampa al termine del comitato di gestione che, tra gli altri atti, ha approvato il rendiconto 2018. Nel complesso, a Genova le tasse portuali hanno sfiorato i 45,35 milioni, con un aumento del 2,76% sul 2017 e una crescita di 1,53 milioni.

Numeri ben inferiori rispetto al +9% che si era registrato da gennaio a luglio. Confermato il rallentamento della crescita del traffico merci a causa del crollo di ponte Morandi. Tra gli scali di Genova e Savona-Vado, l’anno si è chiuso con una crescita del solo 1,7%, grazie al traino dei secondi che, tuttavia, sembrano pagare pegno nei primi mesi del 2019. Stabili, invece, le entrate da canoni demaniali, attestati attorno ai 34 milioni.

In questo caso è stata Savona a frenare la crescita, ma per una motivazione prettamente tecnica. Genova, infatti, soprattutto grazie all’aumento degli atti pluriennali, fa segnare un aumento del 3 milioni, pareggiato all’incirca dalla stessa diminuzione degli introiti a Savona-Vado che solo nel 2017 si è uniformata alla prassi che fa pagare i canoni anticipatamente e che, quindi, si è riversata negativamente sul bilancio 2018.

Buone notizie sul fronte della spesa in conto capitale, ovvero sugli investimenti. Nel 2018 si è raggiunta la quota di 36 milioni, 16 in più del 2017. Ma, assicura Signorini, “lo scalino molto più significativo ci sarà quest’anno. Non sono ancora soddisfatto perché vorrei vedere numeri più sostanziosi”. Sul fronte della spesa corrente, il 2018 ha registrato un risparmio di 5 milioni, per la diminuzione dei contenziosi, ma anche una minor spesa di 1,7 milioni per il personale, che ha registrato 22 cessazioni e 25 nuove assunzioni.