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Ponte Morandi, punto stampa fantasma. I cronisti liguri: “Rispettate il nostro lavoro

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Genova. Questa mattina la struttura commissariale per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova ha convocato una conferenza stampa per il pomeriggio, annunciando la presenza dei rappresentanti dell’Ati dei demolitori e di Rina Consulting, in occasione delle operazioni di demolizione della pila 5 del viadotto, segnalando la possibilità di assistere alla parte più scenografica dell’opera, il calo a terra dell’impalcato, che doveva avvenire tra le 14 e le 15. Un punto stampa ‘fantasma’, come si è rivelato all’arrivo sul posto di una decina di giornalisti tra cui colleghi delle agenzie di stampa, quotidiani, siti d’informazione e tv locali, molti dei quali precari, che hanno raggiunto il cantiere sul Polcevera al quale non sono potuti accedere, scoprendo che il calo della sezione non era visibilmente iniziato, e dove i rappresentanti dell’Ati e della struttura non erano presenti a causa di un meglio non precisato “imprevisto”.

A nessuno era stata data tempestiva comunicazione della disdetta della conferenza stampa nonostante l’ormai quotidiano rapporto con i giornalisti che anche oggi, come da 8 mesi a questa parte, seguono giornalmente i lavori legati al ponte Morandi.

“Ci vuole rispetto. Anche per i giornalisti. Ci sono colleghi – evidenzia il Gruppo Cronisti Liguri dopo l’episodio – molti dei quali precari, che da quel maledetto 14 agosto non hanno mollato un giorno taccuino, computer, cellulare, macchina fotografica e telecamera per raccontare al mondo la tragedia di una città, la fatica di risollevarsi, i dettagli di un’opera di demolizione e ricostruzione che ha addosso gli occhi di tutto il Paese e non solo. Stiamo cercando di onorare la professione, contemperando la necessità di raccontare tutti i fatti e di rispettare la nostra deontologia con la dovuta sensibilità e rispetto per la città che tutti abbiamo nel cuore”.

“Capiamo perfettamente le difficoltà di lavorare in un contesto così delicato – spiegano ancora i cronisti in una nota – e costantemente mutevole ma, proprio per questo, siamo convinti che la collaborazione e la trasparenza non debbano mai venire meno, da tutte le parti in causa. Non possono essere invocate da politici, amministratori e addetti ai lavori solo quando i giornalisti, non facendo altro che il proprio lavoro, raccontano fatti ritenuti scomodi. Ma devono essere garantite anche agli stessi giornalisti, nella loro opera di racconto della quotidianità e degli eventi straordinari”.

“Non è possibile convocare un punto stampa – proseguono dal gruppo i colleghi presenti oggi all’incontro ‘fantasma’ – con urgenza, in area di cantiere e non così agevolmente raggiungibile, con sole tre ore e mezza di anticipo, costringendo cronisti e redazione a rivedere le proprie agende, per poi di fatto non presentarsi a causa di un non meglio precisato imprevisto. Non è possibile non rispondere al telefono per quasi un’ora quando i giornalisti vorrebbero informazioni più precise sul luogo della convocazione, dal momento che gli addetti alla sicurezza dell’area di cantiere non erano stati informati di nulla”.