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Piaggio Aero, azienda chiede cassa straordinaria per 504 lavoratori

Vella (Fim Cisl): Attendiamo incontro del 24 aprile, servono subito commesse dei P180"

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Genova. Cinquecentoquattro lavoratori in cassa integrazione di cui 156 a zero ore.E’ questa la prospettiva dal due maggio per i lavoratori di Piaggio Aero, emersa al termine dell’incontro nella sede dell’Unione industriali di Savona dove si sono incontrati azienda e sindacati.

L’azienda ha illustrato il programma che intende effettuare nei primi tre mesi a partire dal 2 di maggio e che dovrebbe interessare un massimo di 504 persone con 156 a zero ore (di cui 30 fanno parte della vecchia procedura) mentre il resto a rotazione. Gli unici reparti che non saranno toccati dalla procedura in questi primi tre mesi saranno i motori e il customer service. L’azienda ha ribadito la necessità assoluta, visto lo scenario attuale, di dover
attivare la cassa integrazione in tempi brevi senza possibilità di anticipo del trattamento.

I sindacati oggi hanno scelto di non firmare l’accordo “in attesa dell’incontro del 24 aprile per capire gli scenari industriali che potrebbero anche far variare il quadro presentato oggi dall’azienda. Inoltre ritengono necessario trovare una soluzione al problema dell’anticipo del trattamento perché non possono essere i lavoratori a pagare il ritardo di chi dovrebbe aver già messo in campo le promesse fatte due mesi fa” si legge in una nota congiunta di Fiom, Fim e Uim.

“Questo è l’epilogo del fatto che il governo ha fatto melina e non ha delineato una quadro industriale per Paiggio Aero – commenta il segretario della Fim Cisl Liguria Alessandro Vella – ora aspettiamo l’incontro del 24 aprile consapevoli che per per far ripartire il rumore del lavoro serve far partire commesse su P180”.

Un altro problema potrebbe riguardare il pagamento della cassa visto che “sarà pagata direttamente dall’Inps senza anticipi – spiega Vella – si tratta di un problema e anche se gli stipendi di aprile ci sono stati garantiti, ora le commesse devono ripartire per non aggravare ulteriormente la situazione trasfomamandola in un vero dramma sociale per oltre mille famiglie”.