Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Parchi di Nervi, guardie zoofile ‘poco concilianti’. Raccolta firme e diffida da parte del Municipio foto

Dopo una raccolta firme di quasi trecento persone che si sono lamentate per le troppe multe

Genova. Troppe sanzioni ai padroni di cani che lasciano liberi i proprio amici a quattro zampe all’interno dei parchi, senza provare la via della conciliazione, e creando un clima di “terrore e Disagio”. Per questo le guardia zoofile sono state diffidate e “rischiano il posto”.

Teatro dello scontro i Parchi di Nervi, attori in commedia il Municipio Levante, 278 padroni di cani e le Guardie Zoofile, ree di essere “troppo zelanti” e poco concilianti nella loro opera di controllo e sanzione. Il tutto nella cornice di una Genova la cui giunta ha fatto di una supposta difesa della legalità uno dei cavalli di battaglia.

Un garbuglio incredibile, quindi, dove non è chiaro da che parte stia la ragione. Se c’è, intendiamoci. La diffida arriva proprio dal Municipio, che concede 10 giorni per cessare le attività contestate e fornire spiegazioni, “mentre si avvisa che la presente è da considerarsi avviso di avvio di procedimento finalizzato alla revoca della convenzione” con cui le Guardie Zoofile Ambientali dell’associazone U.N.A operano nei parchi.

Ma non solo: se il provvedimento andasse avanti, perderebbero anche l’ufficio dato in gestione per portare avanti l’attività. Una situazione che in realtà cova sotto le ceneri da molti tempo: moltissimi padroni di cani, infatti, hanno segnalato in questi mesi un comportamento particolarmente duro e “vessatorio”: dopo un tentativo di conciliazione tra le parti, fallito con ogni evidenza, il municipio guidato dal presidente Carleo passa ai fatti.

Una vicenda dall’esito per nulla scontato. L’opposizione in consiglio municipale promette battaglia: Michele Raffaelli, che ha raccolto l’appello delle guardia zoofile “incaricate dal prefetto e a tutti gli effetti pubblici ufficiali” e che chiederà chiarimenti, in un senso e nell’altro, per tutelare la “cultura del vivere gli spazi pubblici”.

Ad oggi la questione è poco chiara, senza dubbio, ma se confermata, aggiungerebbe una nota tragicomica alla dialettica cittadina sul “concetto di legalità”, che sembra essere sempre più “georeferenziato”: quartiere che vai, usanza e legge che trovi.