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Parchi di Nervi, ad un anno da Euroflora sono ancora un cantiere. Metà dei prati off limit per turisti e cittadini fotogallery

Mancato l'appuntamento con il "filotto" di ponti di primavera. E sono passato 12 mesi dalla kermesse

Genova. Prati chiusi per semina e turisti e genovesi a contendersi i pochi metri quadrati di verde pubblico fruibile durante i tanti ponti primaverili, quest’anno particolarmente favorevoli per il turismo dato il calendario. Ancora, quindi, dopo un anno, l’onda lunga del post Euroflora si fa sentire e, soprattutto, vedere.

Sì perché da diversi mesi a questa parte si sta cercando di rimediare al degrado lasciato sul manto erboso da parte delle installazioni della floralies e dalle migliaia di visitatori, con alterni risultati e soprattutto molte polemiche.

Se a fine gennaio avevamo documentato le tante cicatrici ancora presenti (con tanto di forme delle installazioni a mo di impronta), nelle settimana successive i tecnici di Aster (e non solo) hanno provveduto ad una nuova semina che in questi giorni sta arrivando a compimento. Da qui i divieti: la maggioranza dei prati sono cintati con una corda e il cartello di divieto di accesso.

Un divieto che da alcuni, (in alcune giornate molti), è stato ignorato, con una ulteriore dose di polemiche social e la denuncia dello stesso assessore Fanghella, che a quel comportamento ha scaricato l’eventuale responsabilità della mancata crescita del verde.

Il punto però è un altro: perché dopo un anno siamo ancora costretti a vedere off limits i prati più famosi della città, meta ambita in questi giorni di festa da centinaia di genovesi che magari non possono spostarsi da Genova? Perché in uno dei momenti più importanti per la stagione turistica uno dei nostri gioielli non è arrivato “pronto” all’appuntamento? Non può essere solo colpa di quale plaid fuori luogo e di qualche persona poco civile che se ne infischia dei divieti. Gli errori sono stati altri.

Con questo ultimo intervento sembra che i segni di Euroflora saranno cancellati quasi del tutto, ma dopo così tanto tempo è difficile trovare il “saranno più belli di prima” che tante volte si è sentito dire in questi mesi. E ancora rimaniamo in attesa di sapere quanto Aster e Amiu hanno speso per il prima, il durante e soprattutto il dopo, e quindi chiudere veramente il bilancio della manifestazione.