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Occupazione e imprese, scontro a colpi di numeri tra Toti e Pd: ripresa o crisi nera?

Genova. “Non è chiaro perché i dati diffusi ieri dalla Cgil si riferiscano ormai a due anni or sono. Forse faceva comodo così, ma nella realtà suonano come una inappellabile condanna dell’immobilismo di certa politica di sinistra negli anni che vanno dal 2005 al 2015, appoggiata da un certo sindacalismo non più in grado evidentemente di cogliere i cambiamenti che il mondo richiede per essere competitivi”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti risponde alla Cgil sui dati economici della Liguria. A sua volta il capogruppo del Pd in Regione Giovanni Lunardon controreplica: “la crisi da noi ha picchiato più duro che altrove e, soprattutto, non è mai finita. Che cosa deve succedere perché Toti se ne accorga? Che cosa deve succedere ancora perché la retorica del “meraviglioso” ceda il campo al realismo e alla concretezza dei provvedimenti?”.

In una lunga nota il governatore attacca il sindacato e, di rimbalzo, il centrosinistra che ha governato negli anni precedenti alla sua amministrazione. “La difesa, durante gli anni della crisi, di uno status quo vecchio, soprattutto per interesse di parte, ha impedito alla Liguria, e in gran parte anche all’Italia tutta, di utilizzare quegli stessi anni per ristrutturare il proprio sistema economico e produttivo”, dice il governatore.

I dati invece, sottolinea la Regione, parlano di una Liguria che cresce nonostante le difficoltà e gli ultimi, difficili mesi dopo il crollo di ponte Morandi e la mareggiata di fine ottobre scorso, due eventi che hanno colpito l’immagine della nostra regione e un settore strategico come quello turistico. Secondo i dati diffusi dall’Istat a marzo, il 2018 fa registrare un +1% nel numero degli occupati, che passano da 603mila a 609mila unità. Segno più anche per le imprese, secondo i dati della Camera di Commercio: a febbraio 2019, a Genova e provincia, il numero delle attività produttive supera di 348 unità quello delle attive a febbraio 2018. Dopo anni in cui il tasso delle imprese si aggirava intorno allo zero, ritorna positivo e sale dello 0,5%.

“Toti purtroppo – dichiara Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria – non riesce ad accettare i numeri negativi della nostra terra. Purtroppo sono evidenze difficilmente controvertibili. Il centro studi della Cgil ligure ci dice che abbiamo attraversato il decennio della grande crisi (2007-2017) perdendo 10 punti di PIL, 6 punti di produttività sul lavoro (quando il Nord Ovest ha avuto un segno più e il Paese anche) e 6 punti di consumi finali. Un’ecatombe. Dati Istat ci dicono che l’andamento occupazionale ha seguito la stessa curva negativa”.

“Dal 2015 a oggi (cioè da quando governa Toti) – affermano dal Pd – nonostante nel resto del Paese l’occupazione sia salita, l’occupazione in Liguria, tranne tre trimestri positivi nel 2018, ha sempre avuto un desolante segno meno. Recenti dati UnionCamere ci dicono che negli ultimi cinque anni abbiamo perso in Liguria 2.500 imprese commerciali. I dati Istat sulla povertà ci dicono che da noi nella crisi è cresciuta a ritmi da regione del Sud. Gli effetti del crollo del ponte Morandi hanno ulteriormente aggravato un’economia che non si è mai realmente ripresa. E ora siamo in recessione a livello nazionale”.

“Martedì abbiamo una variazione di bilancio – ricorda Lunardon – Pensate che questi temi abbiano spazio in questo atto? Credete che l’abbiano avuto nella Legge di Bilancio 2019, che brillava per assenza di idee? Pensate come dice Toti che siano dati di parte? Allora andatevi a leggere le previsioni a cinque anni, contenute nel Documento di Programmazione Economica allegato da Toti al bilancio. Oppure basta girare un po’ la nostra Liguria. Basta andare un po’ più in là delle bandierine, degli ombrellini colorati e dei tappeti rossi”.