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Materiali pericolosi, procedure e movimentazione macerie fuori norma. Comitato cittadini Certosa integra esposto su demolizione

Depositato nuovo materiale fotografico che attesterebbe, secondo i cittadini, alcune irregolarità e mancanza di trasparenza

Genova. A causa di segnalazioni e indicazioni da cittadini e abitanti della zona Fillak-Campasso e Certosa corredate di materiale fotografico e volte a illustrare irregolarità e mancanza di trasparenza sugli attuali lavori di demolizione dell’ex ponte, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa coadiuvato e assistito dall’Osservatorio Nazionale Amianto hanno integrato l’esposto-querela presentato alla Procura di Genova lo scorso 20 febbraio 2019 con il quale avevano chiesto maggiori controlli sull’ipotesi dell’uso degli esplosivi in relazione alla demolizione della Pila 8 dell’ex viadotto Morandi.

Sono tre i punti essenziali per cui il Comitato di Certosa e ONA richiedono nuove indagini. Primo punto: Area Parco Ferroviario “Piazza d’Armi”. Adiacente alla pila 10 vi è un’area con intorno numerose abitazioni. Qui è stato rinvenuto materiale pericoloso (tanto è vero che è stato chiuso nei sacchi per rifiuti speciali) abbandonato per diverse settimane e poi portato via senza coperture e protezione alcuna. Il Parco Ferroviario sembra essere il “regno” derogante a ogni controllo: materiali pericolosi, tra cui, l’amianto, non movimentati in sicurezza e lavoratori privi di protezione tecnica. Come e quanto siano monitorate le fibre aerodisperse e la qualità dell’aria- rimane un “mistero”.

Il Comitato si è limitato a cercare il “piano di lavoro”, nel quale tali procedimenti dovrebbero essere chiariti, senza trovarlo sul sito della struttura commissariale. Quel portale internet che dovrebbe essere la congiuntura di “trasparenza” tra la struttura commissariale e il cittadino.

Generica

Chiesti anche chiarimento sul funzionamento delle centraline di monitoraggio. Risultano esserci quattro postazioni “mobili” di centraline a Levante- sempre secondo quanto riscontrato sul sito del Commissario. Tuttavia, non vi è alcuna informazione sulla loro posizione. Come non si trovano, nei rilevamenti a disposizione dei cittadini, dei dati aggiornati o “mirati”, per esempio, rispetto alla rimozione del ballast del Parco ferroviario.

Le centraline sembrano funzionare rispetto a un “bianco”, tecnicamente detto “fondo” prima della parte realmente invasiva dei lavori, dal punto di vista della qualità dell’aria. Quello che il Comitato e i cittadini chiedono, invece, sono dati in tempo reale e aggiornati, consultabili rispetto al merito del capitolato lavori di quella settimana.

Il terzo punto riguarda la natura dei detriti e la movimentazione nei quartieri. Con l’integrazione all’esposto Ona, il Comitato e i cittadini chiedono analisi, campionamenti e messa in sicurezza sia dei detriti del Terzo Valico presenti in zona Campasso, sia dei detriti depositati, dopo il crollo del Morandi, in area S. Biagio.

Dalle numerose segnalazioni dei cittadini, non risulta un piano organizzato di bagnatura e adeguata copertura. E, come dimostrano alcune foto, anche gli altri materiali dei lavori di demolizione che girano in quartieri come quello di Certosa e Sampierdarena ad alta densità abitativa, in mezzo a cittadini, anziani, bambini, famiglie, vengono caricati su camion senza copertura.

Le criticità emerse ad oggi sono particolarmente preoccupanti per chi vive, ogni giorno, intorno a quello che è un imponente cantiere, nel cuore della città di Genova. “L’azione di tutela della salute e dell’ambiente, preservato dalle fibre di amianto, che, eventualmente, potessero sprigionarsi in seguito all’abbattimento del ponte Morandi, costituisce la stella polare della prevenzione primaria, con la bonifica e messa in sicurezza, la tutela di coloro che sono stati esposti e che sono vittime dell’amianto: nella città di Genova i portuali e i numerosi dipendenti dei cantieri navali e per tutti i siti a rischio della città”, dichiara Ezio Bonanni, Presidente ONA, e legale del Comitato. L’auspicio è che la Procura, al fine di tutelare la salute dei cittadini, disponga indagini e rilevamenti opportuni.