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Imprese, nei primi mesi del 2019 ancora un segno meno per la Liguria ma l’emorragia frena

Questa la lettura di Confartigianato sui dati Infocamere-Movimprese

Genova. È ancora un segno meno ad aprire il primo trimestre dell’anno dell’artigianato ligure, una performance migliore però del dato nazionale e del primo trimestre 2018. Secondo gli ultimi dati forniti da Infocamere-Movimprese, tra gennaio e marzo 2019 il saldo dell’artigianato della nostra regione è negativo dello 0,37%, migliore rispetto al -0,8% registrato un anno fa e del trend nazionale (-0,8%). In termini assoluti parliamo di 160 imprese in meno in Liguria, frutto di 1.288 chiusure e 1.128 aperture su un totale di 43.251 microimprese attive.

I due principali settori, manifatturiero e costruzioni, registrano, rispettivamente, un calo dello 0,72% e dello 0,38%. Nel primo caso, sulle 7.020 microimprese totali, hanno aperto i battenti in 149, mentre 200 hanno chiuso, per un saldo negativo di 51 unità. Il settore delle costruzioni ha invece perso 79 realtà in tre mesi, frutto di 615 nuove aperture e 694 chiusure. In totale si contano 20.836 imprese attive in regione. Diminuiscono le società di persone (Snc) che vedono 74 nuove aperture e 176 chiusure per un totale di 6.228 imprese (-102 unità, -1,64%), mentre restano sostanzialmente stabili le 35.056 ditte individuali, che perdono 92 unità, con 974 aperture e 1.066 chiusure (-0,26%). Sono invece in crescita di 38 unità le società di capitali, che con le 78 aperture e le 40 chiusure raggiungono le 1.828 imprese attive sul territorio regionale.
Nel primo trimestre 2019 nascono in Liguria 230 imprese in più rispetto al 2018 (1.128 contro 898), mentre ne chiudono solo 32 in più (1.288 contro 1.256).

«Statisticamente il primo trimestre dell’anno è quello che offre le performance peggiori, con le chiusure di fine anno, – afferma Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – e quindi, analizzando i dati con un cauto ottimismo, possiamo affermare che l’emorragia sta rallentando. Il settore ha però bisogno di una forte iniezione di ossigeno che riteniamo debba arrivare dalla riduzione nazionale della tassazione e dal finanziamento degli strumenti regionali di credito dell’artigianato, seguiti dalla veloce messa in moto degli incentivi comunitari per le microimprese».

Le province che hanno le performance migliori sono quelle di Genova e della Spezia. Dati più negativi, anche se sempre sotto la media nazionale a Imperia e Savona.

A livello provinciale, Genova conta 22.297 micro e piccole imprese artigiane attive. In questi primi tre mesi 605 realtà hanno aperto e 659 hanno chiuso, per un saldo di 44 unità in meno (-0,19%). In provincia hanno sofferto sia le costruzioni (10.562 realtà), che hanno perso lo 0,24% pari a 26 microimprese in meno (frutto di un saldo tra 312 aperture e 338 chiusure) sia il manifatturiero: 3.681 realtà attive, 78 aperture, 99 chiusure e un saldo negativo ancora dello 0,57% (21 unità imprenditoriali in meno).