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Il sottosegretario genovese leghista Armando Siri indagato per corruzione. Tensione nel governo

Con lui anche il docente universitario ed ex parlamentare di Forza Italia Paolo Arata. Nel mirino i dialoghi per modificare una legge sui contributi nell'ambito delle rinnovabili

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Genova. Il sottosegretario ai Trasporti della Lega Armando Siri è indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata a Palermo. Lo scrive l’Ansa. Siri, tramite Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia, uno dei “professori” del programma della Lega sull’Ambiente, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Norma mai approvata, però. “Non ho ricevuto nulla, non so nulla, non so di che si tratti”: afferma il sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri. “Non mi sono occupato mai di queste cose”.

Siri, 47 anni, nato a Genova e pure candidato in passato a sindaco del capoluogo ligure con la lista da lui ideata “Partito Italia Nuova”, da tempo è diventato uno dei teorici del Carroccio, occupandosi e scrivendo di economia, specialmente di fisco (sua l’impostazione della flat tax). Arata, genovese come Siri, 68 anni, ex deputato nazionale di Forza Italia e, nel 1994, presidente del Comitato interparlamentare per lo sviluppo sostenibile: negli anni scorsi è stato uno dei sette professori a cui Matteo Salvini ha affidato la stesura del programma di governo della Lega.

Tensione in maggioranza di governo. Di Maio ha parlato dell’opportunità che Siri, uomo di fiducia di Salvini, rassegni le proprie dimissioni. Il leader del Carroccio ha ribattuto a stretto giro: “Avete difeso la Raggi per due anni”. In attesa di sviluppi il ministro Danilo Toninelli, ai Trasporti e Infrastrutture, ha sospeso il suo sottosegretario disponendo il ritiro delle deleghe perché “un’inchiesta per corruzione impone massima attenzione e cautela”.

Secondo l’ipotesi investigativa, Arata sarebbe stato uno dei personaggi che avrebbero avuto contatti e fatto da tramite con Siri. Le verifiche sono state disposte dai pool coordinati, a Palermo, dal procuratore aggiunto Paolo Guido e, a Roma, dall’aggiunto Paolo Ielo.