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Il derby della Lanterna visto dal genoano Mario Ponti foto

L'ex giocatore rossoblù esalta la bravura del mister blucerchiato Giampaolo, ma in cuor suo spera che sia Kouamé a decidere le sorti della stracittadina

Arenzano. And the countdown begins… In tutta la città (ma anche in provincia) si comincia a respirare aria di derby, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi, che siamo nati qui… è la nostra partita e la ‘sentiamo’ in maniera viscerale.

“Ho tanta nostalgia del derby giocato nel catino del vecchio ‘Luigi Ferraris’, con lo stadio stracolmo di tifosi assiepati in ogni angolo e di quando le partite si giocavano, rigorosamente, alle 15. I giorni della settimana, di vigilia, erano una snervante attesa della partenza per Marassi. Non si aspettava altro che il momento di recarsi allo stadio ad incitare e tifare per la propria squadra. E poi, tutti davanti alla TV, ad aspettare la trasmissione Rai, “90° minuto”, con le prime immagini ed i commenti delle partite. Ah, che piacere, altro che il ‘calcio spezzatino’ del giorno d’oggi”.

Mario Ponti, esordio in Serie A, nel 1983, col Grifone, nel match giocato contro il Napoli di Rudy Krol (fuoriclasse dell’Ajax di Johan Cruyff e della Nazionale olandese, prima di arrivare in Italia), portato in panchina da mister Gigi Simoni e poi lanciato nella mischia…

Bando all’amarcord, sentiamo che ci dice Ponti del presente…

“E’ sicuramente il derby più bello d’Italia, – esordisce – per la rivalità, che si vive tutto l’anno, per gli sfottò, per quella voglia di sfidarsi in novanta minuti e poi riprendere la vita normale di tutti i giorni, con l’amico rivale”.

“La forza dei blucerchiati è sicuramente rappresentata dal tecnico Marco Giampaolo, vero maestro di calcio, che sa dare alla squadra organizzazione ed impronta di gioco, ma poi occhio a Quagliarella, giocatore capace di fare la differenza, in qualsiasi situazione di gioco”.

Ma, vince il Genoa? Perché?

“Perché ‘u Zena u l’è sempre u Zena’… Siamo o no, il club più antico d’Italia? Da tempo non riusciamo a primeggiare, abbiamo bisogno di punti e di per regalare alla Gradinata Nord una grande gioia”.

C’è una stracittadina, che ti viene in mente, con particolare gioia?

“Il derby più bello che ricordo, è un 3-0, il cui ultimo goal del Genoa scaturì da una ripartenza di Milanetto, con Palladino e Milito, che annichilirono, in tandem, la Sud”.

Quale è il giocatore di Prandelli, che può diventare il ‘match winner’?

“Kouame, senza ombra di dubbio, è colui che per forza fisica straripante, abbinata a corsa e tecnica, può mettere in difficoltà l’organizzazione difensiva blucerchiata”.

“Undici bambini giocano dietro ad un pallone, corrono, lasciano il sogno in mezzo ad una strada, quei bambini siete stati voi, quei bambini siamo ancora noi, il Genoa siamo noi”… canta Francesco Baccini.