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Il Comune di Genova e le strategie incrociate tra Amiu e Iren, Bucci: “Azienda rifiuti è e resterà pubblica”

Il sindaco risponde ad attacchi e preoccupazioni di opposizione e sindacati dopo la nomina di Tiziana Merlino per il cda della multiutility. Toti: "Per chi critica suggerirei un buon psichiatra"

Genova. “Amiu è un’azienda pubblica e resterà un’azienda pubblica fino a che sarà sindaco di Genova e faremo in modo di lavorare in questa direzione”. Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci, questa mattina a margine dell’avvio dei lavori di riqualificazione di Boccadasse, rispondendo alle preoccupazioni di opposizione e sindacati sul futuro della partecipata che si occupa di gestione dei rifiuti. Questo dopo l’indicazione del Comune di nominare nel cda della multiutility Iren, di cui l’amministrazione genovese è azionista di riferimento, Tiziana Merlino, direttore di Amiu.

Il centrosinistra e il M5S vedono l’operazione come un possibile preludio a una strategia di privatizzazione. “Mi lasciano perplesso i processi alle intenzioni prima di cercare di capire – continua Bucci – noi vogliamo che Amiu resti pubblica e faremo in modo possa stare in piedi sulle sue gambe, per farlo potranno esserci altre aziende che lavoreranno con Amiu come partner, e sottolineo non come soci, e chi non conosce la differenza tra partner e socio si informi”. Il sindaco non esclude che “Iren possa essere, in futuro, un importante partner di Amiu ma questo rientra nel sistema che abbiamo avviato due anni fa quando ci siamo insediati”.

Il tema è stato anche oggetto, nel pomeriggio, di un articolo 55, ossia di un’interrogazione, durante la seduta del consiglio comunale. Qui, rispondendo alle domande di Pd, Lista Crivello, M5S e Chiamami Genova, Bucci ha ribadito i medesimi concetti, rimarcando il ruolo del’amministrazione: “Quando siamo arrivati Amiu rischiava di fallire, oggi è un’azienda che fa profitti e ha assunto persone, in Iren contavamo poco e ora siamo l’azionista numero 1, considero questo percorso un successo”.

“È particolarmente surreale, chiamate uno psichiatra o un esorcista, che oggi qualcuno adombri dubbi sui rapporti tra Iren e Amiu e siano le stesse persone che due anni fa stavano per consegnare Amiu, senza alcun piano strategico di investimenti, prospettiva o vantaggio a quella stessa azienda Iren che oggi sembra diventata il mostro Babau della politica della Liguria”. Anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti interviene in merito alla vicenda.

“Invece di applaudire all’ottimo lavoro fatto dal Comune che oggi dentro Iren ha un peso specifico molto maggiore, vedo gente che cerca sotto il divano e nell’armadio scheletri che forse pensava di aver lasciato dopo che per anni non aveva fatto un piano strategico per Amiu, un piano di gestione per Iren e l’unica volta che si è provato a fondere le due aziende lo si è fatto in modo talmente scombiccherato che neppure i consiglieri di quella maggioranza hanno avuto il coraggio di approvarlo”. Toti affonda il colpo: “Qualcuno, la mattina, prima di parlare con i giornalisti dovrebbe fare un attimo di riflessione e pensare agli ultimi due anni della sua vita. Capisco che la sconfitta possa dare alla testa ma fino a un certo punto, dopo occorrono le cure mediche”.