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“Giù le mani dai parchi della Liguria”, la manifestazione contro la nuova legge regionale: “A rischio 20 mila ettari di zone protette”

"Toti non crede nei cambiamenti climatici". L'appuntamento è in piazza De Ferrari lunedì 8 aprile dalle ore 18 alle ore 20

Genova. La battaglia sulla discussa riforma dei parchi in votazione in queste settimana in consiglio regionale, non si ferma, anzi: lunedì pomeriggio è stato organizzato un presidio sotto la sede della regione per fermare l’iter legislativo.

Ad organizzare la manifestazione di protesta ‘Genova che osa’, ma le adesioni che stanno arrivando sono molteplici. Anche i ragazzi di Fridays for Future saranno presenti, dopo aver portato già la loro protesta nelle scorse sedute del consiglio regionale, mentre per domani hanno organizzato una passeggiata “conoscitiva” nel finalese, in quei luoghi ancora una volta esclusi da tutela di un parco.

“Il consiglio regionale, martedì 9, voterà una legge che mette a rischio, complessivamente, più di 20.000 ettari di zone protette e parchi in Liguria – si legge nel comunicato stampa che lancia l’iniziativa – ENPA, WWF, Legambiente, Federparchi, CAI hanno espresso preoccupazioni e criticità rispetto all’impatto ambientale della legge che sta per essere approvata, a cui si aggiungono le osservazioni della Associazione Albergatori di Savona sulle possibile ricadute economiche e turistiche”.

Ma la mobilitazione non si fermerà lunedì: come già successo nelle scorse sedute, il sempre più largo fronte ambientalista, sarà presente in consiglio regionale martedì 9: ieri è stata inviata una formale lettera in cui si chiede un’audizione in conferenza capigruppo, per richiedere un tavolo tecnico consultivo per rivedere la riforma. Una richiesta che rinnova quella presentata nelle scorse settimane, caduta nel vuoto, e che è sottoscritta da Cai Liguria, Wwf Italia, Legambiente Liguria, Italia Nostra, Lipu, Fie, Cittadini Sostenibili e Fridays for Future di Genova e Savona.

“Noi e tanti altri pensiamo che il futuro di questa bella terra passi solo per la sua valorizzazione – scrivono gli organizzatori di Genova che osa – che ha e dovrà avere positive ripercussioni in sviluppo turistico internazionale, in sviluppo lavorativo nel settore della green economy, nel benessere e qualità della vita dei nostri figli, nella prevenzione idrogeologica di cui la Liguria ha così disperato bisogno, rispetto ad altro cemento”. L’appuntamento è in piazza De Ferrari lunedì 8 aprile dalle ore 18 alle ore 20.